
Cultura, territorio ed eventi da vivere
di Federica Lassi
Buio e freddo sono già scesi sul paese di Margno: è una sera di metà novembre, di quelle dove, dopo un’intensa giornata, non si aspetta altro che rientrare a casa, al caldo, e sedersi a tavola per la cena. Ma non per Giacomo Gobbi: questo per lui è il momento in cui, dopo aver terminato il lavoro da artigiano, va in stalla ad accudire le sue capre orobiche. “Capita che sto qui anche fino a mezzanotte”, commenta l’allevatore. Una passione, quella per la razza autoctona delle alpi (presente non solo nel Lecchese, ma anche in altri territori come Sondrio e Valli Bergamasche), nata ormai vent’anni fa. “Tutto è partito da mio fratello Davide che ha deciso di cominciare ad allevare capre orobiche, anche se in realtà di animali in casa ne abbiamo sempre avuti, specialmente mucche – spiega Giacomo -. Lui adesso porta avanti l’azienda di famiglia. Da piccolo ho iniziato a dargli una mano, poi l’interesse è proseguito anche con altri amici, Guido Acquistapace e Thomas Panzero, che come me sono diventati allevatori”. Dopo un’estate in alpeggio, ora gli animali di Gobbi si trovano in stalla: sono circa una novantina di esemplari, per occhi poco esperti tutti molto simili tra loro, se non identici, non fosse per le sfumature variopinte del loro lungo manto. Giacomo e il nipote Alessandro invece sanno riconoscerne l’individualità, le chiamano per nome una a una, senza un attimo di esitazione. Un’abilità che solo chi vive in simbiosi con queste creature, giorno dopo giorno, può acquisire. E Giacomo infatti ha deciso di donare il suo tempo libero per accudirle, sacrificandolo ad altre attività in nome della passione che sin dalla tenera età lo ha guidato, nonostante la fatica che comporta occuparsi delle capre orobiche. Senza contare il dispendio di denaro nel portarle alle mostre organizzate qua e là sul territorio.

Manifestazioni che però hanno saputo regalare grandi soddisfazioni a Giacomo: “L’anno scorso una mia capra è stata incoronata regina alla Mostra Regionale della Capra Orobica a Casargo mentre due anni prima, sempre allo stesso evento, ho vinto come miglior becco – racconta il giovane allevatore – adesso sto preparando gli animali per la prossima edizione, che comincerà a breve. Parteciperò con 24 esemplari”. E se il pelo lungo è uno degli aspetti valutato dai giudici, le corna non sono da meno: rigorosamente a forma elicoidale che si torcono verso i lati, rappresentano un tratto distintivo della razza. “Possono arrivare fino a 60 centimetri – fa sapere Giacomo – una volta addirittura fino a 90, ma adesso la tendenza generale è che ogni anno si accorciano. Già a sei mesi di vita i capretti possono arrivare a 15 centimetri di corna”. Proprio i capretti, in vista delle varie mostre, sono soggetti a un’attenta valutazione e selezione per scegliere i migliori esemplari. Anche se non bisogna lasciarsi ingannare dalle prime apparenze, ma aspettare che si sviluppino e crescano senza prendere decisioni affrettate: “Può capitare che, dopo aver trascorso il periodo in montagna, certi capretti che non si sarebbero giudicati validi “sboccino”, e viceversa”, precisa Giacomo. Nel mantenimento della capra orobica anche il cibo vuole la sua parte, sebbene sia una razza molto rustica che mangia un po’ di tutto. “Gli dò fioccato di mais, orzo, avena… proteine che le mantengono in forma. Anche con l’acqua bisogna stare attenti, mescolando quella fredda con la calda, onde evitare malesseri o aborti, nel caso delle femmine incinte”, sempre Gobbi. Cura e dedizione che non sono certamente per tutti, e che senza il motore della passione ben poco potrebbero sul lungo periodo. La stessa passione di Giacomo l’ha conosciuta anche Alessandro, suo nipote, che insieme all’amico Marco Bulanti danno una mano a gestire i capi e, soprattutto, portano avanti una tradizione che, senza la forza di temerari e sognatori come loro, finirebbe per scomparire.









Servizio digitale comunale
Assistente Virtuale del Comune
Puoi chiedermi informazioni ufficiali su eventi, servizi, uffici, turismo, raccolta rifiuti e molto altro.
Il servizio ti accompagna verso l'Assistente Virtuale configurato per il Comune e basato sui contenuti ufficiali del sito istituzionale.
Al primo utilizzo potrebbe essere richiesto:
Di norma questa autorizzazione viene richiesta una sola volta.
Per utilizzare il servizio e necessario accettare l'informativa sulla privacy.
Attendere qualche secondo.
Tra pochi istanti verra aperto il servizio.
Questo sito utilizza cookie per gestire la navigazione, la personalizzazione di contenuti, per analizzare il traffico. Con la chiusura del banner acconsenti all’utilizzo dei soli cookie tecnici. La scelta può essere modificata in qualsiasi momento.
Quando visiti un sito Web è possibile che vengano archiviate o recuperate informazioni e salvate nella cache del tuo Browser, principalmente sotto forma di cookies. Controlla qui i tuoi servizi di cookie.