Cultura, territorio ed eventi da vivere
Per concessione e copyright di Valsassina la valle dei formaggi
Ci sono luoghi che si raggiungono anche per il piacere del viaggio. Morterone è uno di questi. Da Ballabio, una strada tortuosa sale per circa quindici chilometri fino a questo piccolo comune di montagna, noto per essere il meno popoloso d’Italia, immerso in una conca verde dove boschi, pascoli e nuclei rurali raccontano una storia antica e sorprendente.
Nel cuore della Valsassina, lungo uno degli itinerari più caratteristici della Valle dei Formaggi, Morterone offre un’esperienza che unisce cammino, cultura materiale, arte contemporanea e tradizione casearia. È una meta adatta a chi cerca una montagna autentica, lontana dai ritmi più affollati, ma ricca di spunti per una giornata intensa tra natura e identità locale.
Oggi Morterone conta poche decine di abitanti, ma un tempo era un territorio molto più popolato, fatto di numerose frazioni sparse collegate da una fitta rete di sentieri. Questa geografia frammentata è ancora leggibile nel paesaggio e restituisce l’immagine di una montagna abitata, operosa, costruita nei secoli con pazienza e adattamento. Tra i nuclei più significativi c’è Frasnida, documentato già dal 1350, dove si conservano case rustiche in pietra calcarea locale che testimoniano la lunga storia insediativa del paese.
Morterone è anche una cerniera naturale tra Lecchese e Bergamasca. Proprio qui, secondo la pagina dedicata all’itinerario, si sono tramandati saperi legati alla produzione degli stracchini e ad antichi mestieri di montagna, come la costruzione del pojat per il carbone di legna e l’uso delle calchere per la produzione della calce. È un patrimonio fatto di gesti, materiali e memoria, che rende questo itinerario interessante non solo dal punto di vista escursionistico, ma anche culturale.
Il percorso inizia dall’area di parcheggio all’ingresso del paese, per poi dirigersi verso la Chiesa della Beata Vergine Assunta e il municipio. La chiesa, già antica prima del restauro ottocentesco, rappresenta uno dei punti di riferimento simbolici del borgo. Accanto alle opere del Settecento, il sito segnala anche la presenza dell’“Altare Fiore” dell’artista contemporaneo Rudi Wach, segno di un dialogo curioso e riuscito tra tradizione religiosa e sensibilità contemporanea.
A Morterone, infatti, la cultura non si limita alle pietre e alle memorie del passato. Negli anni Ottanta Carlo Invernizzi, insieme all’Associazione Culturale Amici di Morterone, diede vita a un Museo all’aperto di Arte Contemporanea: oggi una trentina di opere di artisti italiani e internazionali sorprendono il visitatore tra pascoli, boschi e abitazioni, trasformando il cammino in un’esperienza visiva inaspettata.
L’itinerario non dimentica il legame profondo con la tradizione lattiero-casearia valsassinese. Una delle tappe suggerite è la stalla comunale oggi gestita dalla Società Agricola Le Forbesette, in località Carigone. Qui si possono incontrare produzioni che parlano chiaramente il linguaggio della montagna, come stracchini, formaggelle e fioroni, ma soprattutto si incontra una storia di ritorno e di scelta: quella di giovani che hanno deciso di lavorare in quota, recuperando una vocazione che in molti avevano lasciato indietro.
È questo uno degli aspetti più interessanti del percorso: il formaggio non viene presentato come semplice prodotto tipico, ma come parte di un sistema di vita che tiene insieme allevamento, presidio del territorio, paesaggio e futuro delle comunità di montagna. Morterone, in questo senso, diventa una chiave di lettura concreta della Valsassina come Valle dei Formaggi.
Dalla chiesa si imbocca la strada agro-silvo-forestale che sale verso la Costa del Palio, la spalla orientale del Resegone. La pagina descrive quest’area come uno dei più antichi e ricchi pascoli della Lombardia, un ambiente aperto e panoramico dove il cammino si distende tra faggete, prati e scorci ampi sul territorio circostante. Lungo il tragitto si raggiunge l’Agriturismo Costa del Palio, situato nella Foresta Regionale Resegone, e poco prima si incontra anche un laghetto che aggiunge fascino al paesaggio.
Per arrivare in quota esiste anche la possibilità di seguire il Sentiero dei Grandi Alberi, un facile anello che parte da Morterone ed è segnalato con frecce direzionali e bandierine bianco-rosse contrassegnate dalla sigla GA. Il sito ricorda inoltre che questo tracciato, insieme all’Anello del Resegone e al grande sentiero della Dorsale Orobica Lecchese, rientra tra le realizzazioni di ERSAF con le Comunità Montane del territorio.
Una volta raggiunta la Costa del Palio, il percorso si apre in tutta la sua dimensione paesaggistica. Il sentiero corre sul crinale, tra Valsassina e valli bergamasche, avvicinandosi al Monte Resegone, montagna entrata anche nell’immaginario letterario grazie a nomi come Manzoni, Gadda e Buzzati. In breve si arriva al Passo del Palio, storico punto d’incontro con la Val Imagna.
Qui l’itinerario allarga lo sguardo oltre il confine amministrativo e suggerisce un’idea di montagna come spazio di passaggio, contatto e scambio. Il Passo del Palio è infatti presentato come luogo di relazione con una valle ricca di tradizioni culturali e culinarie, rendendo ancora più evidente il ruolo di Morterone come cerniera tra mondi vicini ma distinti.
Dal passo si può scegliere di fermarsi oppure proseguire. Una possibilità è raggiungere il Rifugio Resegone del CAI Valle Imagna. Lungo questo tratto, secondo il sito, meritano attenzione la ricostruzione di un ajal e di un pojat, testimonianze dell’antica produzione di carbone di legna, e una calchera dove il calcare veniva cotto fino a diventare calce viva, materiale essenziale per le costruzioni tradizionali.
Un’altra opzione è incamminarsi in direzione della Forcella di Olino: passando dalla sorgente delle Forbesette, nel cuore di una vasta faggeta, si può poi rientrare a Morterone. La pagina segnala anche una variante per gli appassionati di mountain bike, con partenza dalla Culmine di San Pietro e arrivo, attraverso la Bocchetta di Olino, all’abitato di Morterone con una discesa relativamente agevole.
L’itinerario di Morterone è interessante perché non si limita a proporre una camminata. È un percorso che mette insieme il fascino delle antiche frazioni, il valore delle tradizioni casearie, l’incontro con nuove esperienze agricole, la sorpresa dell’arte all’aperto e la bellezza essenziale di faggete e pascoli. In poche ore si attraversano secoli di storia locale e si tocca con mano quel rapporto tra uomo e montagna che in Valsassina ha ancora un significato concreto.
Per chi vuole scoprire la Valle dei Formaggi partendo da uno dei suoi luoghi più particolari, Morterone rappresenta una scelta perfetta: un piccolo comune che, proprio nella sua dimensione raccolta, riesce a raccontare con forza l’anima più autentica del territorio lecchese.
Fonte d’ispirazione: pagina itinerario “Morterone” del progetto Valsassina: la Valle dei Formaggi.
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