
Cultura, territorio ed eventi da vivere
Varrone in premanese,
varòon, ovvero fiume, corso d’acqua, torrente in generale. Come spiega molto bene Antonio Bellati
nel suo magnifico Dizionario Dialettale Etnografico di Premana:“varòon… dal nome proprio deltorrente Varrone che percorre l’omonima valle, esteso ad ogni rivolod’acqua…”
Il Varrone, quello con la V maiuscola, nasce a circa 2000 metri di altezza, dall’omonimo Pizzo e da qui, nel corso dei millenni, ha formato la Valvarrone tanto austera quanto selvaggia e spettacolare. Sgorga dal Pizzo Varrone, poco sotto il rifugio Falc, ed è da qui che comincia la sua pur breve discesa snodandosi per poco meno di 21 chilometri, diventando a tratti impetuoso e spumeggiante, bagnando cinque comuni: Premana, Pagnona, Valvarrone (che ha recentemente unito quelli Tremenico, Vestreno e Introzzo), Sueglio e Dervio dove si tuffa nel Lago di Como.
Il suo primo tratto è uno scivolo di roccia che lo conduce velocemente verso una zona verde e pianeggiante sfilando davanti al rifugio Casera Vecchia di Varrone. E’ quasi una sorta di rincorsa prima del brusco cambio di pendenza che fa correre le sue acque velocemente fino a fargli compiere uno spettacolare salto che forma la cascata del Dente.
Il torrente riprende il suo corso in maniera più pianeggiante, restando pur sempre brioso, attraversando la valle dei Forni al termine dalla quale accoglie un piccolo torrente che arriva dalla parallela Val Fraina. Arrivato in zona Industriale, in località Giabbio, accoglie, da sinistra, un altro piccolo torrente che scende dalla
Val Marcia e poco oltre, da destra, il torrente Varroncello diventando così più grande e impetuoso.
A Pagnona viene imbrigliato da una diga per la produzione di elettricità. Questo non è l’unico punto in cui il torrente si “piega” allo sfruttamento idroelettrico, infatti più a monte, poco sotto l’Alpe Forni, a Giabbio e circa 500 metri prima delle diga
sono presenti tre centrali, mentre a Dervio si trova la quarta e storica centrale: la “Gaetano Bonomi”.
Da Pagnona, il Varrone prosegue la sua strada nel punto in cui la valle diventa profonda e selvaggia all’altezza dei comuni di Valvarrone e Sueglio per poi giungere a Dervio dove si butta nel Lago di Como.
Un torrente, il Varrone, che ha accompagnato la storia millenaria di questo territorio e che da sempre è stato, ed è tutt’ora, una risorsa capace anche di garantire una discreta pescosità. Ma ancor prima il Varrone è un delicato ecosistema fondamentale per l’intera valle che va curato e preservato con molta attenzione.








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