PIANI DI BOBBIO pascoli in conche dolomitiche

Per concessione e copyright di Valsassina la valle dei formaggi

Piani bobbio accorsi

Tabella dei Contenuti

Dai Piani di Bobbio a Barzio: pascoli dolomitici, grandi scalate e l’anima della Valsassina

Se c’è un luogo in Valsassina capace di unire l’eleganza aspra delle guglie dolomitiche alla dolcezza dei pascoli d’alta quota, quel luogo sono i Piani di Bobbio. Dominata dal maestoso profilo dello Zuccone Campelli, questa splendida conca sopra l’abitato di Barzio è oggi una delle stazioni sciistiche e mete di trekking più amate della Lombardia. Ma dietro le moderne seggiovie e i rifugi accoglienti si nasconde una storia millenaria che profuma di erbe selvatiche, grandi imprese alpinistiche e formaggi d’autore.

Ecco la guida per scoprire un itinerario imperdibile, sospeso tra sport, natura e i sapori autentici di quella che tutti chiamano “La Valle dei Formaggi”.

Un nome che viene da lontano: le origini dei Piani di Bobbio

Oggi siamo abituati ad associare Bobbio alla neve invernale o alle passeggiate estive, ma i suoi pascoli hanno origini antichissime. Nel Medioevo, queste terre appartenevano alla potente Abbazia di San Colombano di Bobbio, situata nell’omonimo borgo in provincia di Piacenza. È proprio a questa storica proprietà monastica che i piani devono il loro nome.

Per secoli, questo pianoro a 1.700 metri è stato un crocevia fondamentale per i pastori e un punto di scambio commerciale strategico con la vicina Valtorta, sul versante bergamasco. Le erbe profumate e nutrienti di queste conche hanno nutrito per generazioni le mucche di razza Bruna Alpina e Rossa Pezzata, donando al latte e ai formaggi locali aromi inconfondibili.

L’itinerario: l’epopea dello sci e i rifugi storici

1. La salita in quota: da Barzio al cuore dei Piani

Per iniziare l’escursione si può scegliere la via classica e più panoramica: la moderna cabinovia che parte da Barzio e copre il dislivello in pochi minuti. Se invece preferite camminare, una bellissima mulattiera risale dal parcheggio della funivia, raggiungendo la conca in circa due ore di cammino (in alternativa, si può salire dal versante di Valtorta lasciando l’auto alle baite di Ceresola).

Già durante la salita si respira la storia: fu proprio qui che negli anni Cinquanta venne inaugurata una delle primissime seggiovie della Lombardia, anticipando il grande turismo di massa.

  • emmepistore.it

2. Il Rifugio Ratti-Cassin e lo spirito dell’alpinismo

Appena usciti dalla stazione a monte della funivia (1.700 m), si viene accolti dalla conca di Bobbio e dai suoi storici punti di ristoro. Poco oltre la partenza si incontra il Rifugio Ratti-Cassin.

Oggi la struttura è completamente rinnovata e dotata di ogni comfort, ma tra le sue mura custodisce l’anima del grande alpinismo lecchese. Intitolato a due leggende mondiali della montagna – Riccardo Cassin e Vittorio Ratti – il rifugio prima della Seconda Guerra Mondiale si chiamava “Savoia”. Fu testimone, nel gennaio del 1920, della primissima gara di sci della zona, inaugurando la stagione delle leggendarie “Marce Popolari Sciistiche” che arrivavano a radunare migliaia di appassionati. Distrutto durante il conflitto mondiale dai nazi-fascisti, fu poi ricostruito e acquistato dal CAI di Lecco.

3. Sulle vie del gusto: formaggi d’alpeggio e rifugi in quota

Esplorando i Piani di Bobbio in estate e in autunno, l’ampia rete di sentieri permette di fare tappe golose direttamente nelle malghe. Qui, il ricambio generazionale sta portando molti giovani a riscoprire l’antica professione del casaro, mantenendo intatti i segreti della lavorazione del latte crudo.

Passeggiando sotto le maestose pareti dello Zuccone Campelli – palestra di roccia storica per generazioni di scalatori – potrete fermarvi nei numerosi rifugi della zona per degustare i piatti della tradizione bergamasca e valsassinese, dove lo stracchino, i caprini e i formaggi semigrassi d’alpeggio sono i re incontrastati della tavola.

Per il rientro, si può ridiscendere a Barzio seguendo la mulattiera a piedi o riprendendo comodamente la cabinovia, con gli occhi pieni di cielo e lo zaino arricchito dalle specialità acquistate in quota.

Consigli utili per la gita

  • Periodo migliore: Perfetto in estate e in autunno per il trekking e la mountain-bike; in inverno si trasforma nel comprensorio sciistico di riferimento della zona.

  • Difficoltà: Molto facile se si usano gli impianti per la quota, ideale per le famiglie e per chi cerca una giornata di relax e buon cibo in un contesto dolomitico.

  • Controlli preliminari: Ricordatevi sempre di verificare gli orari stagionali di apertura della cabinovia di Barzio prima di partire.

  • ltm lecco
Close Popup

Questo sito utilizza cookie per gestire la navigazione, la personalizzazione di contenuti, per analizzare il traffico. Con la chiusura del banner acconsenti all’utilizzo dei soli cookie tecnici. La scelta può essere modificata in qualsiasi momento.

Close Popup
Privacy Settings saved!
Impostazioni

Quando visiti un sito Web è possibile che vengano archiviate o recuperate informazioni e salvate nella cache del tuo Browser, principalmente sotto forma di cookies. Controlla qui i tuoi servizi di cookie.

Questi strumenti di tracciamento sono strettamente necessari per garantire il funzionamento e la fornitura del servizio che ci hai richiesto e, pertanto, non richiedono il tuo consenso.

Cookie tecnici
Questi cookie sono impostati dal servizio recaptcha di Google per identificare i bot per proteggere il sito Web da attacchi di spam dannosi e per testare se il browser è in grado di ricevere cookies.
  • wordpress_test_cookie
  • wp_lang

Accettazione/Rifiuto Gdpr
Questi cookie memorizzano le scelte e le impostazioni decise dal visitatore in conformità al GDPR.
  • wordpress_gdpr_cookies_declined
  • wordpress_gdpr_cookies_allowed
  • wordpress_gdpr_allowed_services

Rifiuta tutti i Servizi
Accetta tutti i Servizi
Open Privacy settings