Resegone dal Canalone Bobbio: una salita audace nel cuore della montagna lecchese

Foto di Maurizio Sala©

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Tra le vette più iconiche della Lombardia, il Resegone domina il paesaggio con la sua linea seghettata, resa celebre da Alessandro Manzoni e impressa nella memoria di chiunque abbia anche solo sfiorato la sponda lecchese del Lario. Ma non è solo una cima da osservare: il Resegone è una montagna da vivere, e tra i numerosi itinerari che conducono alla sua vetta, quello che risale il Canalone Bobbio (sentiero n. 10) è forse il più spettacolare e impegnativo.

Non è un’escursione per tutti, ma per chi ha esperienza e passo sicuro, offre un’immersione totale in un ambiente selvaggio e roccioso, dove il silenzio della montagna si mescola al battito accelerato del cuore.

Scheda tecnica – Sentiero 10 “Carlo Villa”

  • Partenza: Bocchetta d’Erna (1.291 m slm)
  • Arrivo: Monte Resegone – Punta Cermenati (1.875 m slm)
  • Dislivello: 584 m
  • Durata: 1h45 (tempo medio per escursionisti esperti)
  • Difficoltà: EE – Sentiero attrezzato, molto impegnativo
  • Attrezzatura consigliata: scarponi tecnici, caschetto, guanti, eventualmente imbrago per sicurezza nei tratti più esposti


Periodo consigliato
: primavera-autunno, evitare con neve o dopo piogge

  • emmepistore.it

Dalla Bocchetta d’Erna all’attacco del canalone

La salita ha inizio ai Piani d’Erna, facilmente raggiungibili da Lecco tramite funivia o a piedi. Dalla Bocchetta d’Erna, si prende il sentiero n. 10, inizialmente agevole e ben tracciato, che sale tra i prati e i boschi. Dopo l’ultima casa, il sentiero si restringe, entra nel cuore della montagna e comincia a farsi più severo. Si superano passaggi rocciosi che richiedono uso delle mani, e si affronta un primo tratto attrezzato con catena.

Questa prima parte serve quasi da filtro: chi prosegue, sa di entrare in un terreno dove l’attenzione deve essere massima. E non solo per sé: i sassi mobili possono essere un pericolo per chi segue, o per eventuali camosci che scendono dall’alto. In questo tratto, il caschetto non è una precauzione eccessiva, ma una scelta responsabile.

Il Canalone Bobbio: fascino ruvido e verticale

Raggiunto l’imbocco del Canalone Bobbio, ci si trova immersi in una stretta gola tra le bastionate calcaree del Resegone. Le catene fissate sulla roccia aiutano a superare alcuni tratti di facile arrampicata, ma è la pendenza e la natura del terreno (sabbioso, instabile) a richiedere massima prudenza.

La risalita vera e propria dura circa 15 minuti, ma è intensa, fisicamente e mentalmente. Ogni appiglio va testato, ogni passo pensato. È un tratto dove la montagna si mostra per ciò che è davvero: austera, imprevedibile, affascinante.

Dalla sommità del canalone si sbuca alla Selletta di Bobbio, quota 1.740 m, dove finalmente si può respirare e godere di un ampio panorama.

Verso la vetta: l’ultima cresta

Da qui, il sentiero si sposta sul versante opposto, aprendo lo sguardo verso Morterone e la Valle Imagna. Si cammina tra saliscendi continui, in un paesaggio di creste, denti di roccia e colate erbose. Il sentiero è ancora esposto in alcuni punti, ma la vista sulla croce di vetta che si fa sempre più vicina dà nuova energia.

Superate le Punte Manzoni e Stoppani, il sentiero si congiunge con il n. 9, proveniente dal Canalone Comera. Pochi minuti ancora e si raggiunge il Rifugio Azzoni, posto sotto la Punta Cermenati, il punto più alto del Resegone.

  • ltm lecco

In vetta al Resegone: un orizzonte sconfinato

Salire sulla croce di vetta del Resegone è sempre un’esperienza emozionante, ma arrivarci dal Canalone Bobbio le dà un sapore particolare. Da qui, lo sguardo abbraccia Lecco, il lago, la Grigna, il Legnone, la pianura lombarda. Se l’aria è tersa, si distinguono chiaramente le vette del Monte Rosa, il Monviso, e persino l’Appennino ligure.

È il momento della ricompensa. Uno di quelli per cui vale la pena sudare, affrontare la verticalità, uscire dalla zona di comfort.

La discesa: attenzione e alternative

La discesa dal Canalone Bobbio è fortemente sconsigliata: troppo ripida, troppo instabile. Il ritorno ideale avviene tramite il sentiero 1, che parte proprio dal Rifugio Azzoni e scende in direzione della funivia o, tramite deviazioni, ai Piani d’Erna. In alternativa, si può completare un anello rientrando da Morterone o scendendo al Passo del Giuff, per itinerari più lunghi ma meno ripidi.

Considerazioni finali

Il sentiero 10 attraverso il Canalone Bobbio è un itinerario tecnico, fisico, ma estremamente appagante. È la scelta giusta per chi conosce la montagna, ha dimestichezza con l’ambiente roccioso e desidera vivere il Resegone in una delle sue forme più autentiche e selvagge. Non è solo una salita: è un dialogo con la pietra, con la verticalità, con sé stessi. E come tutte le imprese vere, lascia il segno. 

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