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Il Sentiero 10 del Resegone: un’Escursione tra la Natura Selvaggia e la Storia Alpina
Il Resegone è un simbolo indiscusso per Lecco e per tutti gli amanti della montagna. La sua forma a sega, che sembra tagliare l’orizzonte, è talmente caratteristica che non serve neppure guardare una mappa per riconoscerlo. Insieme alla sua fama, il Resegone porta con sé una ricca eredità storica, quella che Alessandro Manzoni ha saputo immortale nel suo I Promessi Sposi. La montagna diventa così parte di una narrazione più ampia, un punto di riferimento che segna non solo lo skyline di Lecco, ma anche la cultura e la letteratura italiana.
Se nei precedenti articoli abbiamo esplorato diversi sentieri che conducono alla sua cima, oggi vi guiderò lungo un percorso che, pur richiedendo un buon livello di preparazione, vi permetterà di vivere un’esperienza unica: il Sentiero 10, che risale il suggestivo e impegnativo Canalone Bobbio, un tratto che non è solo un’escalation fisica, ma anche un viaggio nella bellezza più selvaggia e incontaminata delle Prealpi lombarde.

Il Sentiero 10, conosciuto anche come “Sentiero Attrezzato Carlo Villa”, è un percorso che non lascia spazio alla distrazione. Si tratta di un sentiero attrezzato con catene e corde fisse, che richiede attenzione costante e una buona esperienza di montagna. Sebbene non sia tra i più lunghi, il suo carattere tecnico e la presenza di passaggi esposti lo rendono adatto solo a chi ha un buon allenamento e una solida conoscenza delle tecniche di arrampicata leggera.
Partendo dalla Bocchetta d’Erna, a 1.291 metri di altitudine, l’itinerario si sviluppa con un dislivello di 584 metri che, in circa 1 ora e 45 minuti, porta alla cima del Resegone, a 1.875 metri. Lungo il percorso, il terreno sassoso e le rocce esposte richiedono grande attenzione. Il sentiero, pur non essendo molto battuto, è comunque ben segnalato e permette di affrontare la montagna con relativa sicurezza, purché si rispetti la giusta prudenza.
La nostra escursione inizia con la salita ai Piani d’Erna, raggiungibili comodamente con la funivia che collega Lecco alla Bocchetta d’Erna. Questo primo tratto del sentiero, ampio e poco inclinato, si snoda tra prati e boschi, permettendo di acclimatarsi alla bellezza del paesaggio circostante. Superato un primo tratto pianeggiante, il percorso comincia a stringersi e il terreno diventa più irregolare. La presenza di passaggi rocciosi richiede l’uso delle mani in alcuni punti, con una catena che si rivela particolarmente utile in un tratto esposto.
Arrivati al Canalone Bobbio, il sentiero cambia radicalmente aspetto. Qui, la salita diventa ripida e impegnativa. Le rocce che formano il canalone sono scivolose e irregolari, e l’uso delle catene diventa fondamentale per affrontare la parte più tecnica dell’itinerario. Si tratta di un tratto che può essere faticoso e richiede una certa destrezza nel muoversi tra le pietre e nel mantenere un passo sicuro.
A seconda della velocità e dell’esperienza, si impiega circa 10-15 minuti per risalire la parte più stretta del canalone. È in questo tratto che bisogna prestare particolare attenzione: non solo per la propria sicurezza, ma anche per quella degli altri escursionisti e degli animali che potrebbero trovarsi lungo il cammino. I sassi smossi, causati magari dal passaggio di un escursionista più avanti o persino da un camoscio, sono un rischio da non sottovalutare.
Una volta superato il canalone, il sentiero risale il pendio sassoso fino a raggiungere la Selletta di Bobbio, a 1.740 metri. Qui, una pausa per rifiatare è quasi d’obbligo. La vista che si apre dalla selletta è impagabile, con una panoramica che spazia dalla città di Lecco, al Lago di Como, fino alle cime circostanti. Un angolo perfetto per godere della tranquillità montana prima di affrontare l’ultima parte del cammino.
Dalla Selletta di Bobbio, il sentiero prosegue sul retro del Resegone, con viste spettacolari sulla Valle Imagna e su Morterone. La parte finale dell’itinerario non è meno impegnativa: tra saliscendi, passaggi esposti e tratti rocciosi, il sentiero 10 si fa più tecnico. Superato il Dente del Resegone, le ultime difficoltà si affrontano lungo il crinale che porta alla vetta. Il panorama, sempre più ampio, rivela finalmente la croce di vetta di Punta Cermenati, a segnare la meta.
L’arrivo sulla cima è una ricompensa straordinaria. La vista a 360 gradi è tra le più spettacolari delle Alpi lombarde. Sotto i piedi, la città di Lecco, il lago e la pianura, si distendono come un tappeto che si perde all’orizzonte. In lontananza, il Monte Rosa, il Grignone e il Legnone completano il quadro alpino, e nelle giornate limpide si può godere di una visibilità che arriva fino alla cima innevata del Monte Rosa e oltre.
La discesa dal Resegone avviene attraverso il più semplice sentiero 1, che scende fino a Lecco. Alternativamente, si può optare per il sentiero 5 che porta ai Piani d’Erna, da dove è possibile prendere la funivia per tornare comodamente a valle. Sebbene la discesa non presenti particolari difficoltà tecniche, è sempre consigliabile affrontarla con la dovuta cautela, soprattutto se si scende nel pomeriggio, quando il terreno può risultare più scivoloso.
Il sentiero 10 dal Canalone Bobbio è un percorso che non lascia indifferenti: è un’esperienza impegnativa che sfida fisicamente e mentalmente, ma che ripaga ogni passo con panorami mozzafiato e un contatto diretto con la natura selvaggia del Resegone. Se siete pronti per affrontare una sfida di media difficoltà, con un buon livello di preparazione, questa escursione è un’opportunità unica di esplorare uno dei versanti più spettacolari della montagna lecchese.
Altre escursioni nel gruppo del Resegone:
Resegone da Lecco
Resegone da Morterone
Canalone Bobbio
Piani d’Erna dal Passo del Cammello
Capanna Alpinisti Monzesi da Lecco
Cresta della Giumenta
Magnodeno da Lecco
Monte Due Mani da Morterone
Monte Due Mani da Ballabio










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