
Cultura, territorio ed eventi da vivere
C’è un luogo, incastonato come un gioiello d’altri tempi sulla cresta della Grignetta, dove la roccia prende forme bizzarre e il vento porta con sé il respiro antico dell’alpinismo lombardo: è il Rifugio Rosalba, costruito sul Colle del Pertusio. Un balcone naturale sospeso sopra il Lago di Lecco, circondato da torrioni e pinnacoli che sembrano scolpiti con l’intento di mettere alla prova chi osa sfidarli. Qui, tra queste guglie, è nata la leggenda dei Ragni di Lecco, uno dei gruppi alpinistici più noti al mondo.
Per raggiungere questo angolo di meraviglia si parte dai Piani Resinelli, località facilmente accessibile salendo da Lecco lungo la nuova superstrada della Valsassina. Superati i quattordici tornanti che s’inerpicano sul fianco della montagna, si arriva al grande spiazzo del Piazzale Daniele Chiappa, un nome che già da solo dice molto a chi ama la montagna.
Da qui si abbandona l’asfalto per seguire un itinerario più discreto ma affascinante: si prende Via Escursionisti, si costeggia la chiesetta e si imbocca Via alla Carlanta, seguendo una serie di piccole strade secondarie e sentieri ben segnalati che ci guidano verso l’inizio vero e proprio dell’escursione, all’altezza dell’ex Rifugio Alippi.

Arrivati al bivio chiave a quota 1285 metri, si presenta una scelta: prendere il Sentiero delle Foppe o affrontare il più impegnativo Sentiero dei Morti. Entrambi portano al Rifugio Rosalba in circa un’ora e quaranta minuti, ma le emozioni offerte sono molto diverse.
Il Sentiero delle Foppe è il più frequentato: un tracciato che si snoda in un continuo alternarsi di salite e tratti pianeggianti, ben segnato, adatto anche a escursionisti non esperti purché allenati. La vista sul Lago di Lecco, le guglie della Grignetta che si fanno sempre più vicine, i passaggi tra radici, roccette e pendii erbosi rendono la salita varia e suggestiva. Qualche tratto attrezzato – come le staffe d’acciaio che aiutano a superare una piccola parete – aggiunge un tocco d’avventura senza mai risultare davvero esposto.
Chi invece cerca un percorso più solitario, più selvaggio e con un pizzico di adrenalina in più può imboccare il Sentiero dei Morti, riservato a chi ha un passo sicuro e una buona dose di esperienza. Il nome non deve spaventare, ma suggerisce rispetto: il tracciato si inerpica su ghiaioni, crestine e roccette, attraversa una valletta esposta dove è presente una corda fissa e offre alcuni passaggi su sfasciumi instabili. La salita è più ripida e il sentiero meno battuto, ma regala scorci spettacolari e un senso di isolamento raro da trovare su montagne così frequentate.
Arrivati in cima, a quota 1730 metri, il Rifugio Rosalba si svela all’improvviso dietro una piega di roccia, quasi a non voler interrompere la magia del cammino. Qui non si arriva per caso: ogni passo è guadagnato, ogni metro di dislivello è un atto di volontà. Ma il premio è grande. Dalla terrazza naturale del rifugio, la vista spazia sulla pianura lombarda, sulle acque del lago e su un mondo verticale fatto di torrioni e cenge, testimoni muti delle imprese di generazioni di alpinisti.
Il Rifugio Rosalba non è solo un punto d’arrivo, è una meta dell’anima. Ogni volta che si ritorna, si riscopre qualcosa di sé stessi. Qui si percepisce chiaramente quanto il confine tra escursionismo e alpinismo sia sottile, e come la montagna – quella vera – sappia parlare a chi ha voglia di ascoltarla.
Dislivello complessivo: circa 600 metri
Durata media: 1h40 per entrambi i sentieri
Difficoltà:
Sentiero delle Foppe: escursionistico (E)
Sentiero dei Morti: escursionisti esperti (EE)
Entrambi i sentieri possono essere percorsi in anello, una soluzione perfetta per vivere l’andata e il ritorno come due esperienze distinte, ognuna con la sua voce, i suoi silenzi e la sua bellezza.










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