VALBIANDINO la via del bitto

Per concessione e copyright di Valsassina la valle dei formaggi

Val Biandino da Introbio copertina scaled 1

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Da Introbio alla Val Biandino: nel cuore selvaggio delle Orobie tra cascate, ferro e grandi formaggi

Se c’è una valle che incarna la forza primordiale e la bellezza incontaminata delle montagne lecchesi, questa è la Val Biandino. Situata sopra l’abitato di Introbio, la perla della Valsassina centrale, questa conca verdeggiante ai piedi del maestoso Pizzo dei Tre Signori è un luogo sospeso nel tempo. Qui, il fragore delle cascate si unisce alla quiete degli alpeggi e alla memoria di una storia millenaria legata all’estrazione del ferro e all’arte casearia.

Ecco l’itinerario perfetto per un’escursione indimenticabile, ideale per chi ama il trekking selvaggio, la storia e la buona tavola.

Introbio: l’acqua che muove la storia e stagiona i formaggi

Il viaggio comincia a Introbio, un borgo che deve la sua fortuna storica a due elementi: l’acqua e la sua posizione strategica. Per secoli, la forza del torrente Troggia ha azionato i magli per la lavorazione del ferro estratto dalle miniere dell’alta valle.

Ma l’acqua e la roccia a Introbio hanno anche un altro grandissimo pregio: creano un microclima unico. È qui che sorgono le storiche casere di stagionatura della Valsassina. I formaggi prodotti in quota durante l’estate venivano (e vengono tuttora) portati a valle per riposare in queste fresche cantine di pietra, dove l’umidità e la temperatura costanti creano le condizioni perfette per lo sviluppo degli inconfondibili aromi del Taleggio e del Gorgonzola.

L’itinerario: risalendo la Val Biandino

1. La spettacolare Cascata del Troggia

Lasciata l’auto a Introbio, la prima, spettacolare deviazione si incontra quasi subito: la Cascata del Troggia. Citata persino da Leonardo da Vinci nel suo Codice Atlantico («In Valsassina… una cascata di vino de 100 braccia…»), questo impressionante salto d’acqua di quasi 100 metri si tuffa tra rocce imponenti sprigionando una frescura rigenerante, imperdibile soprattutto in primavera ed estate.

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  • emmepistore.it

2. La salita lungo la Via del Ferro

Dalla cascata si imbocca la strada agro-silvo-pastorale (o il sentiero parallelo nel bosco) che risale la gola della Val Biandino. Questo percorso ricalca l’antica Via del Ferro, lungo la quale per secoli i minatori hanno trasportato a dorso di mulo il materiale estratto dalle viscere del Pizzo dei Tre Signori.

La camminata si snoda tra fitti boschi e ponti di pietra, accompagnata dal suono costante del torrente, aprendosi di colpo dopo circa due ore e mezza di cammino nella magnifica e spettacolare conca della Val Biandino.

3. La conca di Biandino: il regno dei pascoli e dei rifugi

Arrivati alla conca (1.500 m), lo sguardo spazia su un anfiteatro naturale dominato da pascoli sterminati, dove le mucche pascolano libere durante i mesi estivi. Al centro della piana sorge il suggestivo Santuario della Madonna della Neve, edificato come voto durante la peste del 1630 e ricostruito dopo essere stato distrutto durante la Seconda Guerra Mondiale.

La Val Biandino è famosa anche per l’ospitalità dei suoi rifugi storici, tappe obbligate per assaggiare la vera cucina di montagna:

  • Rifugio Tavecchia: Storico punto d’appoggio nato a inizio Novecento, perfetto per gustare una polenta taragna fumante condita con i formaggi degli alpeggi circostanti.

  • Rifugio Val Biandino: Situato poco più avanti, un’altra istituzione per gli escursionisti che vogliono riposare o spingersi verso la vetta del Pizzo dei Tre Signori.

Note Pratiche per l’escursione

  • Dislivello: Circa 900 metri da Introbio alla conca di Biandino.

  • Tempo di percorrenza: 2,5 – 3 ore per la salita; circa 2 ore per la discesa.

  • Difficoltà: Escursionistico (E). Richiede un buon allenamento per via del dislivello costante, ma il sentiero è largo e ben segnalato. (Nota: per chi desidera evitare la salita a piedi, in estate è spesso attivo un servizio di navetta fuoristrada su prenotazione gestito dai rifugi).

  • Il consiglio in più: Prima di ripartire da Introbio, fermati in uno spaccio locale a comprare una fetta di Taleggio o di formaggio di capra d’alpeggio: sentirai la differenza di una stagionatura fatta a regola d’arte!

  • ltm lecco
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