
Cultura, territorio ed eventi da vivere
A cura di Claudio Baruffaldi
Alla scoperta del Monte Barro, panoramico balcone sulla Brianza ma che domina anche la città di Lecco
Per chi a Lecco volesse sgranchirsi le gambe senza dover più faticosamente salire su Grigna e Resegone consiglio di esplorare i sentieri del Monte Barro che con i suoi 922 metri di altitudine è facilmente accessibile soprattutto se si imbocca il sentiero ad anello che per così dire “circumnaviga” tutta la montagna.
Partendo dal lungolago a Pescate e dirigendosi verso la ben segnalata e conosciutissima località di Pian Sciresa si inizia il periplo di questa modesta altura senza però, prima, farsi mancare una visita al rialzato belvedere che sta proprio alle spalle del rifugio Alpino che di solito è aperto il mercoledì e la domenica: da qui si possono ammirare una larga porzione di lago ma anche gli abitati della cosiddetta “Grande Lecco” e le storiche montagne che dominano la città.
Per fare tutto il giro si impiegano due o tre ore, anche qui dipende da quante pause il camminatore si concede per ammirare il paesaggio e immortalarlo con la propria macchina fotografica. Il percorso si sviluppa a mezza costa senza dislivelli di rilievo e si cammina quasi sempre protetti dalla fitta boscaglia che riveste i versanti del Barro. A metà strada, a circa 600 metri, si incontrano il parco archeologico e i ruderi della leggendaria e fortificata città di Barra che ancora oggi sono ben visibili e visitabili. Sono circondati da ampi spazi erbosi che meritano una sosta prima di procedere in discesa verso Galbiate o dirigendosi verso l’ultima parte della camminata che dopo un ampio giro ci riporterà a Pescate proprio di fronte a Lecco e all’antico ponte Azzone Visconti.
Si può accedere al Barro sempre da Galbiate ma anche da Sala al Barro sul versante opposto: di sabato e di domenica, chi vuole può salire in auto parcheggiando alla cosiddetta “Quota 400” che è un grande piazzale a suo tempo utilizzato per le attività di cava i cui impianti sono attualmente visibili in un’altra zona della montagna. Pertanto nei fine settimana, rispettando gli orari indicati all’ingresso, si può transitare sulle strade che durante i giorni lavorativi sono appannaggio dei soli mezzi di servizio alla cava. A piedi e con le dovute attenzioni le stesse strade sono, invece, frequentabili tutti i giorni dagli escursionisti che vogliono raggiungere la zona dell’Eremo e la cima del monte.
Facendo un passo indietro. Dalla città di Barra c’è la possibilità di visitare il sovrastante e storico e già citato Eremo: da lì in una mezzoretta si può pervenire alla cima e alla “Croce di vetta” di questo panoramicissimo avamposto montano da dove, nelle giornate più limpide, si vede brillare la non lontanissima “Madunina” simbolo di Milano e del suo famoso e storico duomo.
Claudio Baruffaldi
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