
Cultura, territorio ed eventi da vivere
Quando si parla di montagne che abbracciano Lecco, il pensiero corre subito al Resegone, alla Grigna, ma pochi luoghi come il Monte San Martino riescono a unire teatralità alpina e prossimità urbana in un colpo solo. Con le sue pareti verticali che calano a strapiombo sulla città e le croci che punteggiano le sue cime, questa propaggine meridionale del Gruppo delle Grigne è un baluardo naturale, un punto di osservazione privilegiato sul lago, sulle Prealpi e su Lecco stessa.
Tra i tanti itinerari che solcano il versante, uno si distingue per bellezza e completezza: il giro ad anello al Crocione del San Martino, con salita dal Sentiero dei Pizzetti e rientro per il Sentiero Silvia. Un percorso non banale, che richiede preparazione, ma ripaga con emozioni forti e viste indimenticabili.
Foto Copyright© Maurizio Sala
La partenza è nel quartiere Santo Stefano, a pochi minuti dal centro di Lecco. Si imbocca Via Stelvio, dove una palina segnala l’inizio del Sentiero 53 – Piero Pensa ai Pizzetti. Dopo un primo tratto su mulattiera, il sentiero entra nel bosco e comincia a salire deciso. In 20 minuti si arriva a un punto panoramico con panchina, ideale per un primo sguardo sulla città.
Ma il vero spettacolo comincia dopo: il tratto attrezzato dei Pizzetti regala emozioni forti. Catene, passaggi stretti tra le rocce, scorci vertiginosi sul lago. Chi non soffre di vertigini vivrà qui uno dei momenti più emozionanti di tutte le Prealpi lecchesi. In circa un’ora si arriva al Rifugio Riccardo Piazza (767 m), poco sopra la chiesetta rossa di San Martino, dove una sosta è quasi d’obbligo.
Nota personale: questo sentiero è puro “teatro di roccia”, ma non va sottovalutato. Non è un’escursione per chi cerca una semplice passeggiata: è una via da affrontare con coscienza e attrezzatura adeguata.
Chi preferisce evitare tratti esposti può partire dal quartiere di Rancio (Via Paradiso) e seguire il sentiero 52, che in circa 40 minuti porta alla Cappelletta degli Alpini, da cui si prosegue verso il Rifugio Piazza. È un itinerario meno impegnativo ma comunque appagante, adatto anche a escursionisti mediamente allenati.
Dal Rifugio Piazza si prende il sentiero 57 che risale la dorsale con pendenze sostenute. Dopo circa 30 minuti si raggiunge la bocchetta del San Martino, da cui si devia a sinistra per l’ultimo tratto di cresta che porta al Crocione del San Martino.
Arrivarci è una conquista: il panorama è una tavolozza aperta sulla città, il lago, le Grigne e il Monte Medale. La croce domina l’altopiano sottostante e invita alla sosta contemplativa. In giornate limpide, lo sguardo spazia fino al Monte Rosa e agli Appennini.
Consiglio da fotografo: portate con voi una lente grandangolare o uno smartphone con buona resa panoramica. Al tramonto, la luce calda accende il lago di sfumature dorate.
Foto Copyright© Maurizio Sala
Per rientrare, si prende il Sentiero Silvia, che parte poco sotto la croce. È un tratto ripido, scosceso, a tratti su roccette, ma sicuro e ben tracciato. In circa mezz’ora si arriva di nuovo alla Cappelletta degli Alpini.
Da qui, si segue il sentiero 52 che scende a Rancio, chiudendo l’anello. Per tornare al punto di partenza, si può seguire la strada asfaltata o – soluzione consigliata per chi ama la natura fino in fondo – il sentiero nel bosco che costeggia la rete paramassi, sbucando infine in Via Montebello e poi in Via De Gasperi, a pochi passi da Santo Stefano.
Il giro ad anello al Crocione del San Martino è molto più di un’escursione: è un’avventura verticale che si snoda tra la fatica e la bellezza, tra la città che si fa piccola sotto i piedi e la montagna che insegna rispetto. Lo consiglio a chi cerca un percorso completo, fisico e mentale, dove ogni passo è conquista e ogni sosta è un invito a restare.
Ideale per escursionisti allenati e consapevoli, da evitare in caso di maltempo o neve. Non è adatto a bambini o principianti assoluti, ma offre una valida alternativa per chi vuole “tastare” il San Martino da sentieri meno esposti.








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