
Cultura, territorio ed eventi da vivere
Di Giacomo Perucchini
Chi arriva in Valsassina percorrendo la
Lecco–Ballabio nota subito le pareti della Val Grande, una grande scogliera che
domina il paese.Accanto agli Scudi di
Valgrande e al Vaccarese si trovano due
rilievi distintivi: lo Zucco di Teral e il più
famoso Dito Dones, protagonista di numerosi itinerari di arrampicata.
Cenni storici
Il Dito Dones prende il nome da Erminio Dones, che ne firmò la prima salita
negli anni ’20.Lo Zucco di Teral venne
valorizzato più tardi: nel 1977 Casimiro
Ferrari aprì la prima via.Negli anni ’90
Fabio Lenti riattrezzò le linee del Dito e
installò una ferratina; nello stesso periodo
Paolo Vitali e Sonia Brambati tracciarono tre vie moderne allo Zucco.L’ultima novità è del 2017, con la Via del Vento
di Asperti, Bresolin, Luraschi, Fregeni e
Vecchi.
Vie disponibili
Oggi lo Zucco di Teral offre quattro itinerari; il Dito Dones cinque:
Dito Dones: Via Lunga, Via Dones–Basili, Diedro Nord, Diedro Obliquo, Via del
Vento. Zucco di Teral: Via del Miro, Strateral, Una
storia infinita, L’era del cinghiale bianco.
Il Dito è più frequentato, lo Zucco più selettivo. Grazie all’esposizione soleggiata,
si scala quasi tutto l’anno, evitando i periodi più caldi e le giornate fredde d’inverno.La roccia è calcarea e ospita la
rara physoplexis comosa
Via del Vento (Dito Dones)
Linea moderna, chiodatura fitta e difficoltà fino al 6c. Passaggi tecnici su muri gialli, strapiombi e placche verticali; richiede continuità ma permette
sempre l’azzeramento.
Ambiente
I boschi ai piedi delle pareti offrono facili camminate e punti panoramici per osservare gli arrampicatori. Lungo i sentieri si incontrano alpeggi, casolari e la Chiesetta degli Alpi.
Dalla cima del Dito lo sguardo spazia su Barzio, l’altopiano e il gruppo dello Zuccone Campelli. In
estate le falciature disegnano sui prati una grande Stella Alpina, tradizione agricola ancora viva. Tornando all’auto, le vecchie case di Ballabio conservano scorci autentici di vita montana.

Accesso e discese
Da Lecco si sale a Ballabio e si segue la strada per i Resinelli fino al parcheggio al ponticello sul torrente Grigna. Dal sentiero 62 si raggiunge la Cascina Piazza e poi, con il 64, l’ometto alla base del Dito (30 minuti). Proseguendo si arriva alla
forcella tra Dito e Zucco (45 minuti). Per lo Zucco si segue una breve ferratina che porta alla cengia di attacco.
Le vie dello Zucco si scendono in doppia;
al Dito si torna all’ometto seguendo la
ferratina o con una doppia fino alla cengia, quindi per sentiero alla sella tra Dito
e Zucco e infine all’attacco.
Due itinerari simbolo
Via Lunga (Dito Dones)
È la più ripetuta, chiodatura mista e difficoltà fino al 6a+. Alterna placche, diedri e tratti più tecnici; 7 lunghezze variate elogiche, ambiente aperto e arrampicata piacevole.










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