
Cultura, territorio ed eventi da vivere
Foto di Maurizio Sala
Nella complessa e affascinante geografia urbana lecchese, ogni rione custodisce memorie, rituali e soprannomi che raccontano molto più di quanto una semplice guida turistica potrebbe restituire. Laorca, rione situato a nord della città di Lecco, è uno dei quartieri che più ha saputo mantenere saldo il filo della tradizione. Qui, tra le viuzze che salgono verso le pendici del Corno Medale o del San Martino e gli storici cortili, sopravvive ancora oggi la memoria dei cosiddetti “Crapuni”, una denominazione che a prima vista potrebbe sembrare il frutto di una leggenda popolare, ma che in realtà affonda le proprie radici in una prassi comunitaria antica e simbolica.
Il termine “Crapuni” (o, più correttamente in dialetto, “craponi”) deriva dalla parola lombarda “crapa”, ovvero testa. “Crapun” o “Crapuni” si traduce quindi, in maniera letterale, in “testoni”. Un soprannome che, nel linguaggio di rione, assume il valore di un distintivo d’appartenenza, una specie di segno identitario per chi è cresciuto o vissuto a Laorca.
A differenza di altre storie di quartiere, quella dei Crapuni non è una leggenda nel senso classico del termine: non si tratta di un racconto fantastico, né di un mito tramandato per suscitare stupore. È invece una vera e propria tradizione popolare, nata e cresciuta nel tessuto sociale di Laorca, che riflette lo spirito autoironico e la coesione della comunità locale.
Cuore di questa tradizione è la cosiddetta “Colonna dei Crapuni”, un elemento architettonico ancora visibile a Laorca, che rappresenta la materializzazione di questa usanza. Il rito consisteva in un “battesimo” simbolico, con il quale veniva conferito il soprannome di “Crapun” a chi si sottoponeva a una piccola prova: battere, seppur leggermente e per scherzo, la testa contro la colonna stessa.
Non c’era nulla di sacrale, né di violento o di mistico. Era un gesto goliardico, a metà tra la burla e il rito di passaggio, con cui gli abitanti “accoglievano” i nuovi membri della comunità o i forestieri che desideravano sentirsi parte del rione. Questo piccolo rituale, che oggi potrebbe far sorridere, era un modo per rafforzare il senso di appartenenza, per dire: “Da oggi anche tu sei uno di noi”.
Laorca, come molte altre frazioni lecchesi, ha una lunga storia di autonomia e di orgoglio comunitario. In passato era un paese a sé stante, con proprie tradizioni e proprie istituzioni, prima di essere inglobato nel Comune di Lecco nel corso del Novecento. L’adozione di soprannomi collettivi, come i “Crapuni”, si inserisce in questa logica di differenziazione e di identità di gruppo.
Il termine “testoni”, benché possa apparire canzonatorio, era in realtà rivendicato con orgoglio. La “testa dura”, nell’immaginario popolare lombardo, non è solo sinonimo di ostinazione, ma anche di determinazione, di spirito di iniziativa, di quella resilienza che ha caratterizzato per generazioni le comunità montane e prealpine. I Crapuni erano (e sono) gente caparbia, legata alla propria terra e alle proprie abitudini, ma anche pronta alla battuta, all’accoglienza e allo scherzo.
La “Colonna dei Crapuni” rappresenta ancora oggi un simbolo tangibile di questa tradizione. Non è un monumento nel senso canonico del termine, né è protetta da alcun vincolo artistico particolare. Eppure, per i laorchesi, è un vero e proprio luogo della memoria. La sua presenza richiama, anche solo visivamente, il rito e la storia collettiva, diventando un punto di riferimento per chi vuole riscoprire le proprie radici.
Molti anziani del rione ricordano con nostalgia i tempi in cui il “battesimo dei Crapuni” era una sorta di rito d’iniziazione per i più giovani, un momento di comunità che sanciva il legame con la propria gente. Le nuove generazioni, pur non vivendo più l’usanza come un tempo, continuano a tramandare il soprannome, che resta parte integrante dell’identità laorchese.
Oggi la tradizione dei Crapuni non è più praticata come un tempo, ma sopravvive nella memoria e nel racconto orale. Il termine “Crapuni” viene ancora usato, soprattutto nelle conversazioni tra residenti o tra chi ha origini laorchesi, per richiamare un senso di appartenenza e una certa complicità generazionale.
Questa memoria, che resiste al tempo e ai cambiamenti sociali, contribuisce a mantenere viva la coesione del quartiere e rappresenta una delle tante piccole storie che fanno di Lecco una città ricca di sfumature e di identità plurali. Nel panorama di una città sempre più globale e in movimento, conservare e valorizzare queste tradizioni diventa un modo per non perdere il contatto con le proprie radici, per riconoscersi e riconoscere chi ci sta accanto.
Le fonti sulla tradizione dei Crapuni sono principalmente orali, tramandate di generazione in generazione dagli abitanti di Laorca. Alcuni riferimenti si trovano nelle raccolte di memorie locali e negli studi sul dialetto e le tradizioni popolari lecchesi, come quelli curati da storici locali e da associazioni culturali che si dedicano alla tutela della memoria delle frazioni di Lecco.
Nelle pubblicazioni dedicate alla toponomastica e ai soprannomi popolari della zona, la tradizione dei Crapuni viene spesso citata come esempio di come i rioni lecchesi abbiano saputo mantenere vive le proprie peculiarità identitarie attraverso pratiche sociali semplici ma profonde.
Servizio digitale comunale
Assistente Virtuale del Comune
Puoi chiedermi informazioni ufficiali su eventi, servizi, uffici, turismo, raccolta rifiuti e molto altro.
Il servizio ti accompagna verso l'Assistente Virtuale configurato per il Comune e basato sui contenuti ufficiali del sito istituzionale.
Al primo utilizzo potrebbe essere richiesto:
Di norma questa autorizzazione viene richiesta una sola volta.
Per utilizzare il servizio e necessario accettare l'informativa sulla privacy.
Attendere qualche secondo.
Tra pochi istanti verra aperto il servizio.
Questo sito utilizza cookie per gestire la navigazione, la personalizzazione di contenuti, per analizzare il traffico. Con la chiusura del banner acconsenti all’utilizzo dei soli cookie tecnici. La scelta può essere modificata in qualsiasi momento.
Quando visiti un sito Web è possibile che vengano archiviate o recuperate informazioni e salvate nella cache del tuo Browser, principalmente sotto forma di cookies. Controlla qui i tuoi servizi di cookie.