
Cultura, territorio ed eventi da vivere
di Lorenzo Colombo
Foto Valentino Alquà
La premessa è doverosa, l’itinerario che raccontiamo in questo articolo è adatto ai soli scialpinisti e alpinisti altamente esperti, ripetibile qualora le condizioni della neve (che ci auguriamo verrà) lo consentano. Meta dell’escursione scialpinistica è la vetta della Grignetta a quota 2184m. Si avete capito bene, si può fare scialpinismo sulla Grignetta! Si tratta di un itinerario tecnicamente impegnativo, ma altrettanto affascinante e spettacolare, che si sviluppa in un contesto montano impareggiabile. Un itinerario diverso, alternativo ai più tradizionali e conosciuti percorsi scialpinistici valsassinesi. Per l’ambiente in cui si sviluppa lo potremmo definire persino incredibile e a tratti magico. Si parte dai Piani Resinelli, imboccando il sentiero della Traversata Bassa che porta verso il Pialeral. Traversata che ad un certo punto si abbandona per addentrarsi in un magnifico bosco di faggi che gradualmente dirada per lasciare spazio ai mughi sepolti dalla neve negli anni di abbondanti nevicate. L’itinerario procede lungo un pendio il quale si fa sempre più ripido e porta ad una bocchetta che immette sul versante Nord Est della Grigna. Una volta sbucati sul pendio è necessario prestare molta attenzione: la difficoltà aumenta ed è perciò necessario valutare continuamente la stabilità del manto nevoso, considerata la pendenza e la conformazione del pendio che termina in un imbuto.

Una volta oltrepassata la bocchetta, la traccia procede sul versante nord est della montagna dapprima al centro e poi piegando decisamente verso sinistra fino a raggiungere l’ultima parte della Cresta Senigaglia, esattamente prima del Canalino Federazione. A questo punto, gli sci lasciano il posto a ramponi e piccozza con il tratto finale che si compie a piedi fino a raggiungere il bivacco Ferrario posto accanto alla croce di vetta. Per la discesa, si percorre a ritroso la traccia di salita in cresta fino al deposito sci, e si disegnano ottime curve sui pendii percorsi in salita e nel bosco fino ad incrociare di nuovo la Traversata Bassa. Un itinerario impegnativo, realizzabile solo in inverni particolarmente generosi di neve come lo è stato quello del 2020. Il manto particolarmente abbondante e stabile (assenza completa di vento nei giorni precedenti l’ascesa) ha consentito l’articolata ed impegnativa salita, coronata infine da una discesa in neve fresca a dir poco esaltante, in una cornice montana unica come quella delle Grigne. L’itinerario, torniamo a sottolinearlo, è per soli scialpinisti molto esperti, in grado di valutare tutte le variabili, le difficoltà e gli imprevisti che può riservare un’escursione di questo tipo tecnicamente impegnativa. Ricordiamo che lo scialpinismo è una disciplina pericolosa. Il pericolo non si può eliminare completamente, si possono però abbassare i rischi con una preparazione adeguata, con lo studio degli itinerari, la costante consultazione dei bollettini nivometeorologici, l’osservazione attenta durante l’uscita e la capacità di tornare sui propri passi quando ciò che osserviamo non ci convince dal punto di vista della sicurezza. Rinunciare, a volte, è saggio.









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