
Il Monte Barro, con i suoi 922 metri di altitudine, è spesso sottovalutato: considerato da molti una montagna “facile”, è meta di escursionisti domenicali e scolaresche. Eppure, a dispetto della sua fama e della modesta altezza, questa vetta sa offrire percorsi tutt’altro che banali. Salire dalla zona del Ponte Azzone Visconti di Lecco lungo il sentiero 304, significa affrontare un itinerario impegnativo, panoramico e vario, che mette alla prova gambe e fiato e regala vedute mozzafiato già molto prima della vetta.
Questo tracciato, insieme al più noto 305 da Galbiate, costituisce il cosiddetto “Sentiero delle Creste”: un percorso per chi desidera vivere il Monte Barro nella sua veste più severa e spettacolare.

Il sentiero prende il via all’uscita del Ponte Vecchio, poco sopra Lecco, nel quartiere di Malgrate. Da Via San Michele, si imbocca una scalinata ripida e acciottolata che in breve conduce a un pianoro da cui si dipartono i vari tracciati del versante settentrionale. Qui ci si immerge nei boschi del Parco Regionale del Monte Barro, che già nei primi metri mostrano il loro fascino: un intreccio di alberi fitti, silenzi profondi e sentieri ben curati.
In circa 30 minuti si raggiunge Pian Sciresa, un balcone naturale sul lago e punto di snodo di numerosi itinerari. Il tracciato continua seguendo le indicazioni per il Cippo degli Alpini e quindi per il Sasso della Vecchia, una scenografica terrazza rocciosa affacciata sulla Valmadrera, sul Lago di Garlate e sui profili frastagliati del Moregallo e dei Corni di Canzo. Fin qui, la salita è regolare e priva di vere difficoltà.
Superato il Sasso della Vecchia, la natura del percorso cambia bruscamente. Il sentiero piega a sinistra e si impenna: una salita dura e diretta, su un terreno a tratti esposto, dove le gambe iniziano a sentire lo sforzo e la mente deve restare concentrata. In cambio, si guadagna una vista a strapiombo su Lecco, una delle più suggestive del territorio.
In circa 20 minuti si sbuca ai Prati della Corna, una zona aperta e luminosa. I più curiosi possono abbandonare brevemente il sentiero e salire alle Corna: una dorsale erbosa che regala un colpo d’occhio vertiginoso sul Lario e sul centro urbano.

Da qui, il sentiero corre in cresta, tra brevi salite e discese, offrendo scorci continui sul Resegone, sui laghi, sulla pianura e sulle cime brianzole. In alcuni tratti è necessario aiutarsi con le mani per superare semplici passaggi su roccia, ma nulla che richieda attrezzatura o esperienza alpinistica.
In una quindicina di minuti si arriva al crocione di vetta, punto culminante del Monte Barro. Qui la fatica lascia spazio alla contemplazione: da una parte Lecco e l’Adda, dall’altra la distesa azzurra dei laghi, e poi la Brianza, la Grigna, e se il cielo è limpido, persino le cime innevate delle Alpi lontane.
Chi vuole rientrare per un percorso diverso può sfruttare una delle tante possibilità offerte dal versante sud: scendere verso Galbiate, il Parco Archeologico o l’Eremo di San Michele, chiudendo un suggestivo anello naturalistico e culturale. In alternativa, si può tornare sui propri passi, godendosi in discesa i panorami del sentiero 304.
Il Monte Barro da Lecco, lungo il sentiero 304, è una piccola avventura verticale in piena regola. Una montagna che sa sorprendere chi le si avvicina con un po’ più di rispetto e attenzione. Non fatevi ingannare dalla quota modesta: questa salita richiede fiato, gamba e voglia di guardarsi intorno. Ma proprio per questo, è una delle esperienze più complete che si possano fare a due passi dalla città.








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