Lezzeno, il miracolo della Madonna delle Lacrime

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La tradizione vuole che sia stato un contadino del posto, Bartolomeo Mezzera, ad ammirare qualcosa di incredibile realizzarsi davanti ai suoi occhi: mentre rincasava dopo una giornata di lavoro, si sarebbe fermato a rendere omaggio alla Santa Madre nella cappelletta sita poco sopra l’abitato di Lezzeno, e dopo aver pronunciato l’Ave Maria, l’effige in gesso raffigurante l’immagine della Madonna avrebbe pianto lacrime di sangue. Stupefatto dall’accaduto, il pastore sarebbe subito corso ad avvertire il parroco che
a sua volta avrebbe quindi avvisato il vescovo. Era il 6 agosto del 1688. Per onorare il miracolo accaduto, si decise di costruire un santuario dedicato alla Vergine e nel 1690 venne posata la prima pietra. Il progetto era quello di un edificio maestoso, ideato da Giovanni Battista Quadrio. Ci vollero circa quattro anni per vedere conclusa la costruzione che oggi si erge nella località sovrastante Bellano, affacciandosi al bellissimo panorama sul lago. Sono le statue di San Pietro e San Paolo, poste ai lati della facciata realizzata in stile barocco, ad accogliere i fedeli che varcano le soglie del Santuario. Il campanile oggi è più alto di quanto fosse in origine e supera i 31 metri di altezza. Una sola navata attraversa la chiesa, ornata dai marmi neri di Varenna e abbellita da un ciclo di affreschi realizzati a partire dal XX Secolo. “L’Incoronazione e l’esaltazione della Vergine”, che spicca al di sopra dell’altare maggiore, risale al 1953 ed è opera di Giovanni Garavaglia, mentre la vota è stata abbellita da Luigi Morgari con un affresco dedicato a Maria Assunta nella Gloria dei Cieli. Sempre del Morgari sono
gli affreschi della volta centrale e sopra la porta delle sacrestie.

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Il gesso del sacro accadimento è preservato all’interno della chiesa, sorretto da piccoli angeli dorati dinnanzi all’altare maggiore, mentre una riproduzione è conservata nell’antico tabernacolo posto nel luogo originale dell’evento, dove nel 1888, nel duecentesimo anniversario del miracolo, vi è stata edificata una cappella raggiungibile risalendo per poco più di 150 metri la mulattiera posta alle spalle del santuario. “Qui nelle Lacrime di Maria il cielo pensava alla terra; nel pentimento e nella preghiera la terra pensi al cielo” è la frase che accoglie i pellegrini in adorazione. E’ un culto che prosegue tutt’oggi quello della Madonna delle Lacrime e ne sono testimonianza i numerosi ex voto posti come ornamenti agli altari laterali, lasciati dai fedeli che chiedevano aiuto alla Santa Vergine e da quanti hanno attribuito proprio alla Madonna delle Lacrime la grazia ricevuta. “Ringraziamo la Madonna di Lezzeno per averci salvati da un grave incidente” è il biglietto scritto da quattro giovani nel 1984 ed esposto sulle pareti del santuario insieme a tanti altri omaggi offerti in devozione alla Santa. “Maria, sono una mamma molto preoccupata per la scelta dei nostri figli – si legge in una cornice – Li affido a te, che sappiano discernere per tutta la vita, per la via del matrimonio, una brava sposa, poi mamma con slancio di fede”. Anche lo scrittore bellanese Andrea Vitali si è interessato allo storico evento di sacralità e fede nel libro “I segni del Miracolo della Madonna di Lezzeno” pubblicato nel 2015.
“Mi pongo la domanda se adesso troverei l’ardire di affrontare l’argomento del miracolo, di un miracolo tout-court – si chiede l’autore nella prefazione che introduce il libro – Quale generica attenuante per aver voluto scrivere di un simile caso mi do, quella di aver narrato i fatti e solo quelli che hanno costituito la cornice, lo sfondo dell’accaduto, senza volerne intaccare il senso. Un miracolo è di per sé autarchico, si spiega, si motiva da sé”.

  • ltm lecco
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