Nel cuore della Grigna Settentrionale, lungo la ferrata al Sasso dei Carbonari

di Caterina Franci
Foto di Cai Mandello

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Un itinerario mozzafiato, ma non per tutti. Questa è la doverosa premessa nel parlare della via ferrata al Sasso dei Carbonari, nel cuore della Grigna Settentrionale. Questo percorso attrezzato, inaugurato a inizio anni ’70 dal Cai di Mandello, risale fino alla vetta del Grignone. E’ un itinerario lungo (per percorrerlo tutto considerare almeno 3 ore) ed impegnativo che si sviluppa in cresta tra tratti attrezzati e balzi rocciosi. Il primo step è l’avvicinamento: dal parcheggio del Cainallo seguire le indicazioni per la Bocchetta di Prada e quindi prendere il sentiero 24 che porta al Rifugio Bietti (1 h e 30 minuti dal parcheggio). Superato il rifugio, risalire in direzione del Canalone di Releccio e poi del Canalone della Neve fino ad un bivio in cui tenere la destra (è presente il cartello che indica la
ferrata). Raggiunto un sentiero un po’ franoso in prossimità del Sasso dei Carbonari poco dopo si trova l’attacco della ferrata. L’inizio è una parete di circa 30 metri attrezzata a metà con una scala metallica, cui segue un intaglio roccioso, considerato il tratto più difficile della via. Si risale tra gradoni e mughi, guadagnando quota,
quindi un pendio erboso che porta verso la cresta. La traccia è evidente nonostante la cresta sia stretta e rocciosa. Si risale poi una parete di circa 15 metri attrezzata da catena (attenzione, è lasca) per raggiungere definitivamente la cresta che si percorre in un alternarsi di salite e discese, a volte attrezzate, a volte no. Il panorama qui è davvero stupendo ma occorre un piede fermo e capacità di risalire lungo tratti esposti. Si giunge quindi all’ultima parte della via, una parete di circa 40 metri attrezzata con delle staffe e catene. 

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  • ltm lecco

Giunti in cima si ‘sbuca’ sulla cresta sud della Grigna Settentrionale. Da qui si prosegue dritti fino alla Bocchetta del Releccio, intersecando la via normale orientale che risale il Grignone e arrivando fino al Rifugio Brioschi e in vetta, a 2.410 metri di quota (tempo complessivo circa 3 ore). “La ferrata al Sasso dei Carbonari è una via panoramica ed impegnativa – conferma Luca Gaddi, vicepresidente del Cai Mandello (che ringraziamo per la condivisione della relazione e delle splendide foto) – non tanto per la parte ferrata ma per i tratti non attrezzati che ‘collegano’ l’itinerario. La ferrata è stata riqualificata nel tempo, ma le condizioni atmosferiche anche estreme
hanno di fatto progressivamente rovinato alcuni tratti di sentiero, per questo bisogna avere piede fermo e fare molta attenzione nei tratti non attrezzati: diversamente da altre ferrate, qui non c’è possibilità di ‘fuga’. Inoltre ovviamente non va mai percorsa in discesa”. Il consiglio, prima di pianificare l’escursione, è di consultare sempre le condizioni del meteo (d’estate non è raro trovare ancora la neve), anche chiamando i rifugisti (Marco Madama per il Rifugio Bietti e Alex Torricini per il Rifugio Brioschi): “Soprattutto, avere la corretta attrezzatura e non improvvisare mai” conclude Gaddi. Una regola generale da applicare ad ogni escursione in montagna.

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  • logika
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