
Cultura, territorio ed eventi da vivere
Esplorata in lungo e in largo, la Grignetta e le sue simboliche guglie riservano ancora sorprese e possibilità all’alpinismo. Lo testimonia la via Erika, l’ultimo itinerario aperto nel 2019 sulla torre del Fungo, nel cuore della Grigna, dall’alpinista comasco Saverio De Toffol insieme a Jorge Palacios.
La via, lunga un centinaio di metri, sale l’ombroso versante ovest del Fungo e rappresenta il risultato di un’attenta
ricerca delle possibilità che la Grignetta ancora oggi offre a chi sa ‘osservare’.
Erika è la terza via aperta da Saverio su questa simbolica montagna: sempre nel 2019, a
settembre, De Toffol aveva firmato Fahrenheit sul Torrione Cecilia mentre due anni prima, nel 2017, era stata la volta di Third Stone from the Sun, sulla Mongolfiera. “Tutti i miei progetti – ha spiegato Saverio nascono con un intento esplorativo e la mia prerogativa è salire a chiodi, dunque senza trapano. La via Erika, come altre vie aperte in Grignetta, è stata l’esito di una lunga osservazione del profilo ovest del Fungo, ben visibile dalla biforcazione per la Val Tesa lungo la Direttissima. La roccia sembrava compatta ma al contempo alcuni passaggi lasciavano presagire grandi difficoltà e l’uso sistematico del trapano. Quello che più mi stupiva, però, era che una linea così estetica su una delle torri simbolo della Grignetta fosse rimasta libera. A livello tecnico avrebbe potuto essere salita tranquillamente molto prima. Andando in giro alla ricerca di itinerari logici ho avuto spesso l’impressione che a livello esplorativo ci si sia fermati proprio agli anni ‘30.
Sulle guide cartacee erano riportati solo due itinerari che rimanevano uno a destra e uno a sinistra della via che avevo immaginato: a destra la via GAS, Gruppo Audaci Scalatori, del 1923, a sinistra la via Ruchin, che oggi conta un’unica ripetizione”.
Durante i mesi invernali Saverio si è così dedicato allo studio del versante Ovest, attraverso le numerose fotografie scattate con la sua digitale. Nel giugno 2019 insieme a Jorge si è recato al Fungo, cominciando a salire la via. “Le placche che a distanza sembravano compatte in realtà erano ricche di fessure ed erosioni. Abbiamo effettuato in due riprese la salite, due tiri a giugno e due tiri settembre del 2019: devo dire che è stata molto più facile e bella del previsto, siamo riusciti ad aprire la via senza trapano e solo a chiodi, come ci eravamo prefissati. Una bella soddisfazione!”. La via è stata chiamata Erika come la figlia tredicenne di Jorge Palacios, compagno di cordata di Saverio: “Con infinita pazienza ci ha aspettato alla base mentre aprivamo la via” ha spiegato quest’ultimo.








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