
Cultura, territorio ed eventi da vivere
di Federica Lassi
Itinerario adatto a tutti (anche alle famiglie), senza pretese, che in una quarantina di minuti circa partendo dal centro di Vendrogno fa immergere in una natura costellata da segni di religiosità, alcuni tangibili e altri che aleggiano solo nell’aria, nei ricordi di un passato che ora non esiste più, arrivando fino al Rifugio San Grato.
Quando la civiltà contadina era ancora predominante in primavera, lungo questo sentiero, processioni capitanate dal parroco locale partivano per benedire le campagne circostanti e pregare per un buon raccolto.
La nostra breve ma arricchente e spirituale avventura comincia nel parcheggio antistante la Chiesa della Madonnina, a Vendrogno (720 m).Si parte subito in salita, nel cuore del borgo un tempo Comune (ora frazione di Bellano) lungo Via Roma, strada principale di Vendrogno. Lasciano incantati i vicoli stretti, gli antichi portoni ed edifici che si susseguono da entrambi i lati, regalando la visione di un luogo dove il tempo sembra non essere mai
trascorso. A un certo punto un bivio: dalla via maestra si distacca sulla destra un percorso alternativo. Sul muro si legge Via per Noceno e ci sono dei cartelli escursionistici. Quello che interessa a noi è l’itinerario 08 ‘San Grato e religiosità contadina’, mentre l’altro conduce a Noceno, inseriti entrambi nel circuito ‘Discovering Bellano’. Indicate anche le località di Busé e Camaggiore. Proprio sull’angolo dell’edificio, in prossimità dei cartelli, visibile quel che resta di un’antica pittura rappresentante Dio nell’atto di sorreggere la Croce. Seguendo i cartelli il percorso muove verso l’alto, lungo una scalinata in pietra che gradualmente porta fuori dal paese fino a far
percorrere un tracciato erboso con vista su Vendrogno e territorio circostante. Qualche centinaio di metri più avanti e si arriva alla prima tappa, la località Casa Mia (800 m), segnalata da un casello circondato da prati e alberi secolari. Una volta superato l’edificio bisogna prendere il sentiero a destra, una ripida mulattiera, ignorando le indicazioni verso Noceno, l’altro itinerario con cui fino a questo momento abbiamo condiviso un tratto. Dopo qualche curva ad angolo si entra in una valletta verdeggiante. Un ruscello scorre a poca distanza dai nostri passi. A questo punto un’altra struttura in pietra ci si para davanti, più rudimentale della precedente Casa Mia. Dentro, una mucca legata e fuori, a qualche metro di distanza, un cavallo in un recinto.

Continuando a salire orti, asini e altre strutture appaiono: siamo all’agriturismo Bon Prà. Superata l’azienda si giunge sulla carrozzabile per Noceno: non bisogna seguirla ma arrivare fino al pannello in legno con rappresentati i Sentieri della Muggiasca, e da lì proseguire il cammino. Qualche passo, un altro cartello: San Grato – 20 minuti. Dopo l’acciottolato in pietra iniziale, i piedi incontrano una pavimentazione più sconnessa fatta di terriccio, sassi e foglie, completamente immersa tra gli alberi di castagno. Arrivati a un bivio un’edicola si staglia di fronte a noi edificata, pare, in segno di riconoscenza per una miracolosa guarigione avvenuta a Lourdes a favore di una giovane malata del paese. Aspetto curioso è che gli abitanti di Vendrogno collaborarono alla realizzazione portando ciascuno una pietra prelevata dal Pioverna. Ripresa la salita, si sbuca sulla strada provinciale per Sornico e Mornico. Volgendo lo sguardo verso il tornante a sinistra impossibile non notare il cartello bianco con scritto rifugio, sotto un piccolo pannello racconta in qualche riga l’Oratorio di San Grato, che sorge prospiciente al luogo di ristoro. Proprio in prossimità della curva d’asfalto il sentiero riprende sotto forma di ripida scalinata, in cima alla quale si apre un’ampia radura ed eccolo, di fronte a noi, il Rifugio San Grato (930 m). Costeggiando uno dei lati della struttura è possibile raggiungere il promontorio su cui poggia le fondamenta la Chiesa di San Grato. Sulla destra un’imponente croce guarda dall’alto il lago e Bellano, sulla sinistra una veduta di Grigna. Nelle giornate più terse ben visibili i monti svizzeri, il lago di Lugano e il Monte Rosa. Sul sagrato della chiesa una stele, inaugurata nel 1970, ricorda gli anni della Resistenza in Muggiasca. Un ultimo sguardo a questa cornice e si rientra a Vendrogno dal medesimo sentiero, oppure passando prima da Sanico alla volta dell’itinerario 7 o, altra alternativa, proseguendo ancora per Mornico verso l’itinerario 11. Volendo, dal Rifugio San Grato è possibile dirigersi verso Busè (10 minuti), Camaggiore (40 minuti) e Alpe Giumello (h 2.30).









Servizio digitale comunale
Assistente Virtuale del Comune
Puoi chiedermi informazioni ufficiali su eventi, servizi, uffici, turismo, raccolta rifiuti e molto altro.
Il servizio ti accompagna verso l'Assistente Virtuale configurato per il Comune e basato sui contenuti ufficiali del sito istituzionale.
Al primo utilizzo potrebbe essere richiesto:
Di norma questa autorizzazione viene richiesta una sola volta.
Per utilizzare il servizio e necessario accettare l'informativa sulla privacy.
Attendere qualche secondo.
Tra pochi istanti verra aperto il servizio.
Questo sito utilizza cookie per gestire la navigazione, la personalizzazione di contenuti, per analizzare il traffico. Con la chiusura del banner acconsenti all’utilizzo dei soli cookie tecnici. La scelta può essere modificata in qualsiasi momento.
Quando visiti un sito Web è possibile che vengano archiviate o recuperate informazioni e salvate nella cache del tuo Browser, principalmente sotto forma di cookies. Controlla qui i tuoi servizi di cookie.