
Cultura, territorio ed eventi da vivere
di Lorenzo Colombo
Fotografie di Luca Danieli e Angelo Curti
Una via conosciuta, ma poco ripetuta, anche a causa dell’alone di mistero che da sempre la avvolge tra difficoltà e pericolosità narrate e per molto tempo fors’anche per le sparute informazioni che la descrivevano.
Stiamo parlando della via del Det alla Torre Costanza in Grignetta (1723 m), un piccolo grande capolavoro tracciato il 28 giugno del 1970 da Giuseppe Alippi, classe 1934, per tutti Det. La via si inerpica sulla così detta Torre Costanza la cui descrizione la lasciamo alle parole di una leggenda dell’alpinismo, Riccardo Cassin, che nel suo libro “Capocordata” edito da CDA-Vivalda scrive: “La Torre Costanza è il più imponente monolito della Grignetta e si erge fra le innumerevoli cuspidi della Val Tesa.
Benché secondo la definizione ufficiale la si dica ‘Torre’, la si chiama al maschile ‘Il Costanza’: ed è davvero una maschia e solenne architettura, ridotta alle linee essenziali, un poderoso mastio arrotondato, privo di angoli veri e propri, robusto ma non tozzo, reso ardito dalla liscia compattezza delle pareti”. Basti pensare che sulle sue repulsive pareti hanno lasciato traccia personaggi come lo stesso Cassin, un giovane Bonatti e il lecchese Mario Boga Dell’Oro.

E qui il Det ha tracciato la sua via di stampo classico, seppur dura e impegnativa, che si inerpica per uno sviluppo di circa 300 metri per un totale di 6 tiri con difficoltà fino al VI grado e A3, con un difficile mix di arrampicata libera e artificiale. Famoso è il 4° tiro, che con arrampicata artificiale molto precaria e su roccia “dubbia” risolve il problema del “pancione” giallo del Costanza raggiungendo la sosta comune alla via Cassin.
Per il Pioverna l’hanno ripetuta gli scalatori lecchesi Luca Danieli e Angelo Curti. Si tratta di una via che esce un po’ dai classici itinerari degli amanti del mondo verticale, forse proprio per la sua durezza ma anche per la roccia decisamente non bella e soprattutto “semplice” da affrontare, con tratti friabili e poco stabili che la rendono ancor più complicata. Una salita che ricorda un po’ classiche dure delle Dolomiti. Sangue freddo e una buona dose di pazienza sono ingredienti indispensabili per ripetere la via del Det alla Torre Costanza, che resta a tutti gli effetti una celebre arrampicata, sicuramente alternativa, quasi naif, che per collocazione e posizione è immersa in uno scenario unico dalla straordinaria magnificenza.
Anche l’avvicinamento non è così agevole e da sottovalutare, soprattutto nel tratto finale, dopo aver lasciato il sentiero delle Foppe per raggiungere l’attacco (dislivello circa 400 metri). Una via che resta un capolavoro d’altri tempi tra le numerose salite presenti su quel grande “parco giochi dell’arrampicata” che si chiama Grignetta.









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