
Cultura, territorio ed eventi da vivere
a cura di Claudio Baruffaldi
Camminata pomeridiana sul “Sentee del Tacc” sopra Mandello del Lario.
Escursione questa di cui si può godere durante tutto l’anno visto la modesta quota che si raggiunge e l’ottima esposizione al sole che ne fa una meta “scarpinabile” anche in inverno. Si parte dalla località Sonvico e si prosegue verso il già conosciuto “Sentiero del Fiume” per poi seguire le chiare indicazioni che indirizzano verso destra per, all’inizio, facile sentiero che a poco a poco sale rapidamente sul versante che sovrasta la Valle Meria e rende evidente il tracciato che conduce al Rifugio Elisa. Ricordo di non averci messo più di un’ora a raggiungere il raccordo con il sentiero per la Gardata (m. 1042) che è poco sopra e il giro mi è davvero piaciuto. L’unica raccomandazione che mi sento di fare è di prestare attenzione alla parte più alta del sentiero che si inerpica su un prato così erto che è attrezzato con spezzoni di fune d’acciaio come non avevo mai visto: credo che tali supporti siano più utili in discesa e questo soprattutto in presenza erba umida o molto secca e scivolosa durante l’estate. Di questo breve ma ripidissimo e per me più impegnativo tratto del Sentee del Tac non ho alcuna foto perché le mani erano impegnate sulle “corde” di sicurezza a cui sono stato saldamente attaccato fino in cima: cosa che consiglio caldamente di fare anche a chi volesse ripeterlo.
Come avrete capito non potrei essere un grande alpinista e proprio per questo ho visto volentieri il giallo e rustico cartello che indicava la fine del ripido sentiero. L’ho comunque risalito molto volentieri questo antico e un po’ nascosto tracciato della montagna mandellese che sicuramente è poco praticato dal turista che viene da fuori ma ci sono voluto salire almeno una volta perché da molto tempo mi attirava l’indicazione verso il cosiddetto “Sentee del tacc” che incontravo sul fiume sopra Somana e che si collega all’acciottolato che, come dicevo, porta all’alpeggio della Gardata. Una foto in particolare rende l’idea della pendenza dell’aereo sentiero che nella parte alta mi è risultato un po’ faticoso forse per lo scarso allenamento di quel periodo: sul fondovalle si vede infatti la strada sterrata che partendo da Rongio corre verso il rifugio Elisa. La discesa dall’altra parte del monte mi ha condotto alla famosa grotta della Ferrera e riattraversato il fiume, sono risalito al santuario di Santa Maria e dunque tornato a Somana-Sonvico per recuperare l’auto. Aggiungo qualche foto in ordine sparso di questo giretto pomeridiano, in perfetto stile-pensionato felice: per chi conosce i luoghi il percorso sembrerà un po’ contorto ma a me piace girovagare anche così “in ordine sparso”.








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