
Cultura, territorio ed eventi da vivere
di Federica Lassi
Ricevere un abbraccio caldo e avvolgente: a questo può essere paragonata l’esperienza di attraversare il Sentiero dei Faggi in Valsassina nel periodo autunnale, momento in cui il percorso escursionistico si trasforma in una tela vivente con sfumature oro, arancio e rosse che vanno a creare una volta luminosa sopra le teste dei passanti e un tappeto morbido sotto i loro piedi. Per vivere l’atmosfera del Sentiero dei Faggi nella “stagione delle foglie morte” consigliamo un itinerario ad anello che da Primaluna, partendo dalla pista ciclopedonale della Valsassina, raggiunge il tracciato, per poi abbandonarlo e continuare in discesa fino a Prato San Pietro, frazione di Cortenova. Un’escursione lunga, sono circa una dozzina i chilometri percorsi, ma capace di regalare momenti di quiete che ricaricano l’anima. Arrivando a Primaluna in auto percorrendo la strada provinciale 62, per raggiungere il punto d’inizio della nostra escursione, bisogna svoltare in via Caraletta, posta sulla sinistra. Da qui si prosegue fino a raggiungere una rotonda dove c’è un ponte di ferro percorribile solo a piedi. Imboccandolo si raggiunge la ciclabile della Valsassina dove, a un certo punto, si trovano i primi cartelli escursionistici. Seguire le indicazioni per il Rifugio Riva. Dopo un tratto su fondo asfaltato e aver costeggiato un maneggio di cavalli, si giunge su una strada carrozzabile su fondo ciottolato. Appare anche una suggestiva pineta, mentre sulla destra spunta la Baita degli Alpini di Primaluna, resa riconoscibile per la presenza di un enorme monumento in pietra a forma di cappello. Il percorso continua mantenendo una leggera pendenza, il fondo stradale diventa misto
cemento/asfalto e cambia la vegetazione circostante: non più pini ma castani e faggi vestiti d’autunno. Inizia una salita tutta fatta di tornanti, circondata dal bosco da cui si può scorgere l’abitato di Primaluna.

Di tanto in tanto compaiono anche alcune baite circondate da prati. Dopo aver seguito per un po’ il serpeggiare del sentiero, la visuale si apre sull’Alpe Piattedo (900 metri circa). Qui trova spazio un nucleo compatto di case con sullo sfondo il Gruppo delle Grigne in tutto il suo splendore. Lasciata alle spalle l’Alpe Piattedo la salita si fa ben marcata, fino a che non si incrocia la segnaletica per il Sentiero dei Faggi e Prato San Pietro (Cortenova). Imboccando questa svolta ci si addentra pian piano nel Sentiero dei Faggi. Per tutto il tragitto, caratterizzato da tratti in salita e da diversi punti in discesa, l’aria fresca porterà con sé il profumo della terra umida, delle foglie in decomposizione: un odore che racconta la bellezza del ciclo della vita. Ogni dettaglio, dal bagliore dorato dei raggi del sole che filtrano tra i rami fino al silenzio profondo del bosco, invita alla riflessione e alla meraviglia. La sensazione di vivere in un tempo sospeso si infrange una volta abbandonato il Sentiero dei Faggi e raggiunta l’Alpe Zuc (920 metri). Dall’agglomerato di case che compongono l’alpeggio comincia la discesa verso la frazione di Prato San Pietro, seguendo fino al paese la strada carrozzabile sterrata oppure tagliando per alcuni tratti nel bosco. Arrivati a Prato San Pietro, dopo aver oltrepassato la chiesa del paese, si va a riprendere la pista ciclopedonale per fare rientro a Primaluna e raggiungere il punto in cui è stata lasciata l’auto. Nel complesso l’itinerario descritto non presenta particolari difficoltà e il dislivello, per tutto il Sentiero dei Faggi, è piuttosto costante. Sicuramente chi sceglie di intraprenderlo dovrà mettere in conto di camminare per qualche ora (anche se molto dipende dall’allenamento di ognuno), ma ne vale la pena per scoprire questo luogo di poesia dove la natura ti parla sottovoce, prima di lasciarsi travolgere dal torpore invernale. Anche se sotto ogni foglia caduta, calpestata lungo il sentiero, si sente vibrare la voglia di una nuova rinascita.









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