
Photo by FotoLibera – PH&VIDEO Luciano, Eugenio, Elisa e Camilla
Foto per la “Camminata Manzoniana Lecco”
Lecco, la città dei Promessi Sposi e dei paesaggi che parlano al cuore
Chi l’ha detto che per vivere l’incanto del Lago di Como bisogna per forza approdare a Bellagio o passeggiare tra le boutique di Como? C’è un’altra sponda, quella orientale, che custodisce un fascino più schivo ma profondamente autentico: Lecco, la città di Alessandro Manzoni, la città dove i monti scendono a specchiarsi con eleganza severa nelle acque profonde del lago.
Eppure, nonostante sia la culla della più celebre opera letteraria italiana, pochi associano Lecco a quel famigerato incipit scolastico: “Quel ramo del lago di Como che volge a mezzogiorno…” Un destino paradossale per una città che non solo ha fatto da sfondo ai Promessi Sposi, ma ne ha ispirato atmosfere, personaggi e paesaggi.
Alessandro Manzoni era milanese, è vero. Ma la sua anima trovava respiro qui, tra queste montagne taglienti e questo lago silenzioso. Lecco era il buen retiro della sua famiglia, ed è da questi luoghi che ha attinto per dare vita a Renzo e Lucia, al convento di Fra Cristoforo, al Castello dell’Innominato, alla struggente malinconia dell’addio monti.
Basta uscire dal centro cittadino per imbattersi in Pescarenico, con le sue barche ormeggiate e l’aria d’altri tempi: è qui che visse Fra Cristoforo. A Vercurago, in alto, svetta il Castello dell’Innominato, simbolo di potere e redenzione. A Olate, tra i vicoli ancora punteggiati di silenzi, si narra che sorgesse la casa di Lucia, e più avanti, a Pasturo, l’anima contadina della narrazione prende corpo.
Luoghi che – vi assicuro – non sono solo “da vedere”, ma da sentire.

Lecco non è solo letteratura. È una città che sa farsi scoprire con lentezza. Il lungolago, in una giornata limpida, è un piccolo quadro a cielo aperto: il Resegone, con la sua cresta inconfondibile a sega, domina l’orizzonte come una sentinella silenziosa. Camminare qui, con il gelato in mano e la brezza che increspa l’acqua, è un’esperienza che riconcilia con il tempo.
Nel cuore cittadino, il centro storico mescola il Medioevo con vetrine moderne. La Basilica di San Nicolò si affaccia fiera sul lago e il Ponte Vecchio, citato da Manzoni stesso, racconta di un tempo in cui il fiume Adda segnava confini più profondi di quelli geografici.
E non può mancare una visita al Museo Manzoniano, nella villa appartenuta alla famiglia dello scrittore. È una tappa quasi d’obbligo per chi vuole comprendere quanto Lecco sia entrata – non solo nei romanzi – ma nel cuore di Manzoni.
Lecco è anche un’ottima meta per chi viaggia con bambini. C’è un grande parco giochi sul lungolago, c’è una ciclabile che costeggia l’Adda fino a Milano e nei dintorni ci sono gite ideali per tutta la famiglia: l’Orrido di Bellano, l’Abbazia di Piona, e per chi ama la montagna, i Piani d’Erna e il Pian delle Betulle, vere terrazze sospese sul mondo.
E se volete allargare il cerchio, a pochi chilometri si apre la Valsassina, terra di pascoli, formaggi e leggende, dove i bambini possono correre liberi tra prati e alpeggi.
C’è un’ironia sottile e amara nel fatto che il ramo lecchese del lago di Como sia quello meno celebrato. Forse perché qui non c’è la mondanità, il turismo di lusso, il glamour da red carpet. Ma c’è l’autenticità, quella vera, quella che ti entra sottopelle e non ti lascia più.
E forse è stato proprio questo a colpire Manzoni. Non solo la bellezza del paesaggio, ma la dignità della sua gente, la forza delle sue montagne, il silenzio eloquente del suo lago.
Sì, Lecco merita di più di una citazione a margine nei libri di scuola. È una città che parla piano, ma chi sa ascoltare ne rimane incantato. È letteratura che prende forma tra viuzze e sentieri, è cultura che si mescola alla vita quotidiana.
La prossima volta che vi chiedete cosa vedere sul Lago di Como, fate un passo laterale. Venite a Lecco. Respirate l’aria delle pagine manzoniane, ascoltate il suono delle onde, alzate lo sguardo verso il Resegone. E forse, tra un sorso di caffè e una passeggiata lungo l’acqua, sentirete anche voi l’eco di un addio ai monti. Ma sarà un arrivederci. Perché qui, una volta che ci sei stato, ci vuoi tornare.
Da non perdere a Lecco e dintorni
Museo Manzoniano
Pescarenico e Castello dell’Innominato
Lungolago e Ponte Vecchio
Piani d’Erna in funivia
Centro storico e Basilica di San Nicolò
Orrido di Bellano
Gita in barca sul lago
Valsassina per famiglie e amanti del trekking
Consiglio da cronista di montagna: portatevi un libro dei Promessi Sposi nello zaino, magari una vecchia edizione ingiallita. Sedetevi su una panchina in riva al lago. E leggete. Vedrete che Lecco, così, vi parlerà davvero









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