
Cultura, territorio ed eventi da vivere
di Federica Lassi
Luoghi, persone e fatti. Per definire un paese, raccontarlo e comprenderlo, è fondamentale avere contezza di questi tre elementi. Ogni giorno, per le vie di una località, luoghi, persone e fatti si intrecciano e convivono, dando vita a storie destinate a segnarne per sempre l’identità. Non tutte però sono legate al presente: alcune appartengono a un’esistenza passata, anche se ciò non significa che siano scomparse, non abbiano lasciato alcuna traccia o siano state dimenticate. Camminando per Mandello targhe, pannelli e scritti che di tanto in tanto compaiono lungo le strade sono indicatori di un racconto parallelo alla vita quotidiana che scorre inesorabile. Affissi su muri, in luoghi centrali del paese, accanto a monumenti, lungo i sentieri, rivelano un racconto che sa di resistenza, sofferenza, morte. E libertà. Sono gli ‘Itinerari della memoria’, due percorsi che attraversano il paese di Mandello e le frazioni, capaci di riportare alla mente gli anni della Resistenza e della lotta partigiana contro il nazi-fascismo, rendendoli prepotentemente vividi anche a chi li scorge passeggiando distrattamente. Cammini situati su tratti urbani o su strade e mulattiere, che svelano alcuni retroscena di un’opposizione cominciata l’8 settembre 1943, giorno dell’Armistizio, e terminata il 25 aprile 1945, giorno della Liberazione. Protagonisti di questa Resistenza uomini valorosi, caduti per dare a Mandello e all’Italia una nuova pace, pagandola con la propria vita.

Come è successo a Davide Gaddi, Adamo Gaddi e Battista Morganti in località Maiola, rimasti uccisi dallo scoppio di una bomba a orologeria. Ma anche a Giovanni Poletti, prima torturato nell’attuale sala civica di Molina e poi giustiziato dai fascisti fuori dal cimitero. E suo cugino, Giuseppe Poletti, colpito a morte mentre cercava di sfuggire ai soldati tedeschi sulla mulattiera che porta a Rongio. Così come tutti gli altri caduti della Resistenza mandellese, uniti nella rappresentazione di un partigiano morente con il capo reclinato, mentre alza verso il cielo la fiaccola della libertà. Contesto di rifugio per i partigiani che avevano in Gardata, nel Rifugio Elisa e in altre località i loro punti d’appoggio. A transitare sul sentiero che da Somana conduce a Era, dove era distaccato il battaglione Moncodeno della brigata ‘Cacciatori delle Grigne’, poi divenuta ‘89° Brigata Poletti’, informazioni e viveri, ma anche nazifascisti che con i loro rastrellamenti hanno bruciato caselli e rifugi nelle Grigne per cercare di porre fine a questa lotta estenuante. Accadimenti legati alla Resistenza coinvolsero in maniera attiva anche la Moto Guzzi: nella rinomata fabbrica motociclistica si susseguirono sabotaggi, nascondimenti, missioni. Divenne anche un punto di riferimento importante durante l’insurrezione. Sulla parte esterna della sala consiliare invece, a essere ricordati anche i mandellesi fatti prigionieri dopo l’Armistizio, condotti in lager e campi di concentramento in Germania. Frammenti di memorie unite in itinerari, frutto di una collaborazione attiva tra enti, associazioni e privati cittadini, avviata su iniziativa della prof. Simonetta Carizzoni, e che continua ad arricchirsi di nuovi luoghi, persone e fatti da ricordare, in nome di una libertà che non si dovrebbe mai dare per scontata. Anche solo la possibilità di addentrarsi negli ‘Itinerari della memoria’, significa non averla persa.









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