
Cultura, territorio ed eventi da vivere
di Caterina Franci
Le pagine del Pioverna avevano già raccontato, qualche anno fa, la magia delle grotte in Grigna, un mondo ‘al contrario’ sempre in fase di esplorazione. La Grigna Settentrionale (Grignone) è uno dei più grandi e importanti bacini carsici d’Italia, geologicamente costituito da una serie di sovrascorrimenti tra tre scaglie di calcare “accavallate” l’una sull’altra. Questa particolare conformazione ha fatto sì che nei secoli si formassero delle cavità più o meno profonde, soprattutto nella parte settentrionale del massiccio, la più interessata dal fenomeno carsico. La storia delle esplorazioni di queste numerosissime cavità da parte degli speleologi non è antichissima, nonostante ciò, molto è stato scoperto negli ultimi anni: ad oggi, grazie al costante e minuzioso lavoro di un gruppo di speleologi provenienti da tutta Italia, sono conosciute oltre 1.100 cavità, alcune delle quali sono risultate essere tra le più profonde del paese. Come non citare il famosissimo abisso W Le Donne che, con i suoi 1.313 metri di profondità è attualmente la cavità più profonda del Grignone e la seconda grotta più profonda d’Italia. Come dicevamo, l’esplorazione da parte degli speleologi è continua. Sempre molto attivo il gruppo InGrigna!, autore di due anni fa di una scoperta storica: la congiunzione delle grotte Le Spade e W le Donne, le più profonde della Lombardia. “Attraverso la congiunzione più profonda d’Italia – avevano spiegato gli speleologi autori della scoperta, Andrea Maconi, Marco Corvi, Alberto Romairone e Alessandro Rinaldi – il Complesso del Releccio diventa anche quello del Moncodeno”. La giunzione è avvenuta a -960 metri da ‘Le Spade’ a -1090 da ‘W le Donne’. Dopo questa scoperta da record le discese negli anfratti della Grigna sono continuate, quella più significativa risale al 10 agosto scorso quando Andrea Maconi, Domenica Gianluca Selleri, Alessandro Rinaldi e Felicita Spreafico hanno raggiunto le zone finali del Complesso del Grignone “Alfredo Bini”. Certi che il mondo al contrario delle Grigne non smetterà di fare sognare e di stupire, vi lasciamo un estratto della relazione dell’uscita condivisa dallo stesso Maconi: Domenica Gianluca Selleri (G.S. Le Grave – G.G. Grottaglie), Alessandro Rinaldi (S.C. CAI Romano di Lombardia), Felicita Spreafico (S.C. Erba) ed io (G.G. Milano) siamo entrati alle Spade.

Era dai tempi della giunzione con W Le Donne di 2 anni fa che non si entrava e volevamo andare a esplorare le zone di WLD dei Freatici di Sx di -1100m oltre il sifone della pompa. Entrati belli carichi con robe da bivacco. A -750m ci siamo messi le stagne e iniziamo il calvario nei cunicoli e pozzi fangosi. Da -980m iniziamo il rilievo per collegare finalmente le 2 grotte così avremo un rilievo complessivo! Giungiamo al campo base (ex campo 4 di Wld) dopo 12 ore… togliendo l’ora di rilievo, sono 11 ore dall’entrata… d’altronde è a circa -1050m da entrata Spade. Dopo qualche ora di sonno andiamo all’Autostrada del Sole e ci infiliamo subito in un cunicolo stretto che Alex si ricordava. Passaggi fangosi in discesa non lasciano prevedere bei posti, si intercetta poi un ennesimo attivo che proviene da un camino (sarà una delle altre 1000 grotte della zona che gli finirà dentro!). Proseguiamo in discesa, poi dopo un passaggio più stretto di quelli prima lasciamo l’attivo e siamo in un bel freatico che termina su pozzo. Gianluca è unico con imbrago e scende un P10-15 e sotto ci sono altre gallerie. Si ferma su posti meno comodi ma che proseguono. In totale il ramo nuovo è lungo 200m (rilevati) + 100 da rilevare. La profondità è circa -1265m. Sarà l’ennesimo fondo di Wld? Boh sì vedrà. Dato che abbiamo poche ore a disposizione e prevediamo un’uscita infinita (e infernale) dormiamo qualche ora prima di metterci in moto anche perché non abbiamo mai provato a entrare in queste zone dalle Spade. Arriva poi l’ora della sveglia (23.30). All’1 di notte dopo vari tentennamenti, indossiamo la stagna e partiamo, ancora belli carichi di materiale… dopo 6 ore di pena raggiungiamo i -750m e togliamo la stagna. Poi ci attendono i pozzi fangosi, altri meandri e infine giungiamo al ghiaccio di -170m e con l’ultimo pozzo di 170m siamo fuori alle 17. In conclusione abbiamo finalmente fatto la prima punta a W Le Donne entrando dalle Spade. La discesa dalle Spade bypassa il sifone della pompa ma è decisamente impegnativa: ci abbiamo messo 16 ore dal campo di -1050m, il posto è infinitamente più lontano del campo di -900 di WLD.









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