
di Federica Lassi
Percorrere la Valvarrone è come ritrovarsi catapultati in un’altra dimensione. Un luogo ameno, selvaggio, dove la natura ha reso difficile la vita dell’uomo.
Tuttavia il duro lavoro agreste è ancora visibile, come le distese di castagneti vestiti di calde sfumature autunnali che dividono una frazione dall’altra. Radure di alberi che, osservati da vicino, appaiono quasi lasciati a se stessi, in lotta con un sottobosco che cerca di prevalerli. Prestando maggiore attenzione però, saltano all’occhio anche porzioni di terreno ben tenute e ripulite, e il merito di ciò va tutto all’Associazione Val d’Aven, che ha avviato un vero e proprio progetto di recupero non solo dei castagneti, ma del territorio in tutte le sfaccettature, dando ampio spazio anche alla dimensione comunitaria. ‘Caravina Reloaded’: così questa giovane realtà nata nel 2020 ha deciso di chiamare il lavoro avviato, che ha come fine ultimo la promozione della Valvarrone mediante la valorizzazione di un bene ambientale di cui è ricca: la castagna.
Ed è proprio da una castagna tipica della zona che deriva il nome del progetto: la Garavina, in dialetto ‘Caravina’, ottima per essere essiccata o lessata e per dare vita al biscotto ‘Brugnerino’, che si appresta a diventare il dolce simbolo della Valvarrone. “Cercavamo qualcosa di concreto che ci aiutasse a far conoscere il territorio – spiega Sabrina Arosio, vicepresidente dell’Associazione Val d’Aven – e passeggiando nel periodo autunnale per la valle al cospetto dei castagneti e dei mucchi di castagne sparsi sul terreno, ci è balenata l’idea di creare un prodotto che sapesse trasmettere l’essenza della Valvarrone, con il quale al contempo potessimo avviare il recupero degli alberi”.
L’associazione infatti, che ha come sede l’ex latteria turnaria di Avano, attualmente in fase di ristrutturazione, distribuisce questo biscotto dalla forma a bastoncino e rustico come la valle da cui proviene per recuperare le selve che la circondano, basandosi sul sistema dell’offerta libera.

Non solo: l’obiettivo è anche il ripristino delle grée, strutture in cui ha luogo l’essiccazione delle castagne. Quella ubicata nel cuore di Avano ce la mostra Mirco Buttera, presidente di Val d’Aven, insieme a tutto il procedimento che contribuisce a far nasce il ‘Brugnerino’: “Dopo la raccolta, le castagne vengono messe nelle grée per essere essiccate e affumicate. Per 30-40 giorni le castagne rimangono nel sottotetto, per poi passare in una macchina sbucciatrice.
Finito questo processo, dovranno essere maneggiate una a una per eliminare i residui di gusci e selezionarle in vista della macinatura in mulino. Noi le inviamo in Val Camonica, dove è presente una struttura in grado di rispettare precise norme igienico-sanitarie. Da qui, la farina sarà condotta presso una pasticceria di Introbio dove avverrà l’effettiva trasformazione della materia prima in biscotto”.
A dare vita a questo sodalizio, frutto del lavoro e dell’impegno di un gruppo di volontari – che spiega Sabrina – è stato in primis un forte bisogno di associazionismo che nella valle da tempo manca perché si agisce in maniera disgregata anche quando si tratta di feste o piccoli eventi organizzati con cadenza annuale.
Un progetto, quello dell’Associazione Val D’Aven, destinato a rilanciare il territorio in modo sostenibile rispettoso dell’ambiente dolce e gustoso. “Prima di andare lontano a cercare posti dove rilassarsi, converrebbe voltarsi a guardare le nostre montagne, in cui è possibile trovare angoli unici. La bellezza non è distante”, conclude Sabrina. Oltre ad avviare un recupero ad andamento circolare del territorio e delle sue tradizioni, che dalla cura dei castagneti arriva al prodotto finale e poi ricomincia, l’obiettivo dell’associazione è coinvolgere il più possibile la popolazione locale e non solo, sia nel progetto ‘Caravina Reloaded’ che nelle altre manifestazioni organizzate in Valvarrone.




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