di Lorenzo Colombo Foto Luca Danieli e Marco Gianola
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Una via storica, per nulla scontata. Una via che fa compiere un salto nel mondo verticale di un tempo lontano e che per questo la rende ancor più affascinante e intrigante. Stiamo parlando della Via Panzeri ’37 al Sasso dei Carbonari, vetta di dolomia di 2263 metri, posta vicino al celebre Sasso Cavallo, entrambi situati nel magnifico palcoscenico della Grigna Settentrionale. La Panzeri ‘37 risale lungo la parete sud, sud-ovest, ed è stata aperta il 27 e 28 Luglio del 1937 da Vittorio Panzeri, Augusto Corti e Felice Galbiati. La sua prima ripetizione avviene un anno dopo, il 10 Luglio 1938, ad opera di Nino Oppio e Oreste Dell’Era. Da allora le ripetizioni sono state una manciata, dieci forse, o poco più. Via storica, si diceva, annoverata tra le più lunghe delle Grigne, con uno sviluppo di 670 m e difficoltà di VI, resa ancor più ostica per la sua parziale chiodatura a tal punto che in alcuni tratti sembra scomparire tra le rocce del sasso dei Carbonari. La prima parte della via si sviluppa su un diedro erboso con alcune roccette miste a erba. Su terreno friabile si arriva ad un traverso che, tagliando verso sinistra, consente di superare il diedro strapiombante, passo chiave della salita. Guadagnato il diedro ci si porta verso destra fino ad arrivare a un altro grosso diedro tramite il quale si raggiunge la parte mediana della via. Giunti ad una cengia erbosa con mughi si prosegue verso sinistra affrontando uno spigolo che passa vicino al grosso tetto che caratterizza la parete.
Qui si incrocia la via Moss Ruggiero aperta da Benigno Balatti, quindi si affronta un tiro impegnativo su roccia brutta e pochi chiodi (se ne sono contati 4). Tenendo la destra si raggiunge un camino caratterizzato da roccia pessima che conduce ad una cengia obliqua che conduce verso l’ultima parte della parete. Da qui si sale lungo la variante Oppio in quanto la Panzeri ‘37 in questo tratto è stata compromessa da scariche di sassi. Gli ultimi sforzi sono su placche rocciose, quindi su facili roccette prima di conquistare la cima da dove si gode un panorama mozzafiato. Una salita per amanti del genere, dove serve intuito, spirito antico e la voglia di usare il martello (d’obbligo), ma che di sicuro non deluderà gli impavidi che decideranno di affrontarla. Necessarie raccomandazioni a chi approccia la Panzeri ’37: d’obbligo una buona esperienza sia per l’insidiosità della roccia friabile, ma soprattutto per il tracciato, quasi completamente non attrezzato (una decina i chiodi, soste comprese, in totale) che in più punti diventa “invisibile”. Per affrontare la via Panzeri ’37 al Sasso dei Carbonari sono stati necessari: 2 mezze corde da 60 metri, una scelta di chiodi vari, martello, qualche friend e nut. Si ringraziano Luca Danieli e Marco Gianola per la narrazione e le fotografie grazie alle quali ci hanno permesso di condividere, virtualmente, l’ascesa.
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