
Pian dei Resinelli: tra cielo, roccia e memoria mineraria — il balcone segreto di Lecco
di Maurizio Sala
Chi ama la montagna lo sa: esistono luoghi che, pur non gridando al mondo la loro bellezza, ti restano impressi come i racconti sussurrati attorno a un camino. I Piani Resinelli, affacciati come un terrazzo verde sopra la città di Lecco, sono uno di questi luoghi. Non ostentano, non cercano fama, ma incantano. A chi sa fermarsi. A chi ama camminare. A chi è pronto ad ascoltare il respiro della Grigna.
A 1.300 metri di altitudine, nel cuore delle Prealpi Lombarde, i Resinelli offrono un abbraccio visivo che spazia dalle acque profonde del Lago di Como ai ghiacciai lontani del Monte Rosa. Un colpo d’occhio che, nelle giornate terse, ha il potere di riconciliarci con tutto ciò che abbiamo dimenticato di amare: il silenzio, il vento, la vastità.
Ma questo luogo non è solo per contemplativi. È una destinazione viva, accessibile e adatta a tutte le stagioni, dove si intrecciano escursionismo, storia mineraria, gastronomia montanara e attività per famiglie.

La passerella del Belvedere dei Resinelli, sospesa su un salto di roccia, è uno di quei posti che fanno trattenere il respiro. Non tanto per il vuoto sotto i piedi, quanto per la meraviglia che ti esplode davanti agli occhi. Lago, Brianza, Grigne, e — in lontananza — perfino le Alpi. Ci arrivi con una passeggiata dolce attraverso il Parco del Valentino, e già il cammino è un invito alla lentezza.
Chi ama proseguire trova poco oltre il Monte Coltignone (1.473 m), con le sue rocce affioranti e i panorami ariosi, ideale per uno spuntino con vista. Per i più intraprendenti, il cammino prosegue fino a Cima Paradiso, un nome che non delude.
Uno degli aspetti che rendono i Resinelli speciali è la varietà dei sentieri escursionistici. Dai percorsi baby-friendly da fare col passeggino, alle salite che mettono alla prova gambe e fiato, come quella che porta al Rifugio Rosalba, tra i più affascinanti e panoramici della zona. Il “Sentiero delle Foppe” è la via più accessibile, ma non va comunque sottovalutato: la Grigna, si sa, è bella quanto imprevedibile. È una montagna che va conosciuta, mai sfidata con leggerezza.
E poi ci sono le miniere. Perché i Resinelli non sono solo un eden naturale, ma anche memoria di fatica e sudore, di uomini che per secoli hanno estratto minerali da queste viscere di pietra. Oggi le miniere, come la Miniera Anna e la Sottocavallo, sono visitabili con guide esperte e raccontano un passato dimenticato ma pulsante, adatto anche ai bambini più curiosi. Un viaggio nelle viscere della terra, da fare con casco e torcia, per toccare con mano la storia.
In inverno i prati dei Resinelli si tingono di bianco e diventano il paradiso degli slittini e delle ciaspole. La neve qui è dolce, quasi domestica, perfetta per una giornata in famiglia o una scorpacciata di polenta taragna in uno dei rifugi che profumano di camino acceso.
Attenzione però: nei weekend i Resinelli si popolano anche di quattrozampe in cerca di avventura. Nulla da eccepire, se non l’importanza di gestire con responsabilità gli incontri tra cani e bambini. La passerella del Belvedere, per esempio, non è il posto ideale per gli amici a quattro zampe: troppo affollata, troppo sospesa.
La strada che da Ballabio sale ai Resinelli è ripida e tortuosa, punteggiata di 14 tornanti, che non fanno la gioia dei passeggeri sensibili. Ma lo sforzo viene ripagato, sempre. In alternativa, nei weekend estivi, si può optare per i bus navetta da Lecco, oppure — per i più allenati — si può salire a piedi, lungo il sentiero che parte da Abbadia Lariana, con sosta intermedia alla Cascata del Cenghen.
Fermarsi ai Resinelli per una notte è un lusso che consiglio senza esitazione. Quando il sole cala e i girelloni rientrano in città, l’altopiano si svuota. Restano i suoni del bosco, il fresco che accarezza la pelle, le stelle limpide. Ci sono B&B accoglienti, come “Ai Frassini”, e un campeggio, “La Meridiana”, che offre anche ristoro. Il tutto a misura di famiglie, e cani inclusi.
Chi sceglie i Piani Resinelli non cerca solo una gita domenicale, ma un’occasione per riconnettersi con qualcosa di autentico. Un balcone affacciato sulla Lombardia che regala emozioni vere, senza filtri. È il luogo perfetto per chi vuole camminare, respirare, imparare. Per chi non ha fretta. Per chi, in fondo, sa ancora ascoltare la montagna.
I miei consigli da cronista innamorato di questi luoghi:
Arrivate presto: i parcheggi si riempiono in fretta, e la luce del mattino qui è magica.
Portate acqua e rispetto: non solo per voi, ma per chi abita, lavora e vive la montagna tutto l’anno.
Fermatevi almeno una notte: la montagna va vissuta anche nel silenzio serale, lontano dal caos dei rientri.
Non sottovalutate i sentieri: la Grigna è bellissima, ma pretende attenzione. Chiedete informazioni, attrezzatevi bene.
Leggete la montagna, non solo i cartelli: ogni albero, ogni sasso ha una storia. Sta a noi saperla vedere.
E se alla fine, su quella passerella sospesa, vi scoprirete col fiato corto e gli occhi lucidi, non stupitevi. Succede a chi ama davvero la montagna. Succede ai Resinelli.









Per utilizzare il servizio, è necessario accettare la nostra informativa sulla privacy (prendi visione) ↗ .
Questo sito utilizza cookie per gestire la navigazione, la personalizzazione di contenuti, per analizzare il traffico. Con la chiusura del banner acconsenti all’utilizzo dei soli cookie tecnici. La scelta può essere modificata in qualsiasi momento.
Quando visiti un sito Web è possibile che vengano archiviate o recuperate informazioni e salvate nella cache del tuo Browser, principalmente sotto forma di cookies. Controlla qui i tuoi servizi di cookie.