
Quando si parla di Lecco, il pensiero vola subito al Resegone, una delle montagne più iconiche delle Prealpi lombarde. La sua sagoma, con i suoi 13 cuspidi che si susseguono in fila come una sega, è un vero e proprio simbolo non solo per la città, ma per tutta la regione. Come ben descritto da Alessandro Manzoni nel celebre incipit de I promessi sposi, il Resegone è un’“inconfondibile” montagna che, dalla sua posizione dominante, sovraintende Lecco con una potenza visiva che non può passare inosservata. Manzoni lo dipinge come un punto di riferimento paesaggistico, definendolo «una lunga e vasta giogaia» che si distingue nettamente dalle altre montagne circostanti.
La vetta del Resegone e la sua storia naturale
Con i suoi 1.875 metri di altitudine, la cima più alta del Resegone è Punta Cermenati, un luogo che, non solo per la sua altezza, ma anche per la spettacolarità della vista che offre, resta nel cuore di chi riesce a raggiungerla. La montagna, infatti, non è solo un obiettivo per escursionisti e alpinisti, ma anche un rifugio spirituale, dove il paesaggio che si estende fino all’orizzonte riesce a mettere in discussione le priorità quotidiane, riportando l’individuo alla bellezza e alla grandezza della natura.
Le sue 13 cime, distribuite in una fila perfetta, rappresentano un susseguirsi di panorami che spaziano dai boschi lussureggianti ai prati alpini, con una vista che abbraccia il lago di Lecco, le vette delle Alpi e la pianura sottostante. È un vero e proprio mosaico naturale che cambia con le stagioni, offrendo colori e atmosfere sempre nuove.

La salita: sentiero 1, un’impresa che richiede impegno
Per chi decide di affrontare il Resegone partendo dal Piazzale della Funivia di Lecco, il sentiero 1 rappresenta la via classica, quella che permette di vivere l’esperienza della montagna in tutta la sua autenticità. Con una durata di circa 3 ore e un dislivello di 1.265 metri, la salita si presenta come una vera e propria sfida fisica. Sebbene non siano presenti difficoltà tecniche particolarmente impegnative, il percorso si sviluppa su una lunghezza che mette alla prova l’endurance, e in alcuni tratti si fa più esposto, richiedendo attenzione e concentrazione.
Da Versasio alla cima: un viaggio in tre atti
Il sentiero si articola in tre segmenti principali, ognuno con caratteristiche proprie e diverse. Il primo tratto, che collega il Piazzale della Funivia al Rifugio Stoppani, è il più accessibile. La strada inizia con una discesa leggera, ma ben presto si addentra nel bosco, offrendo un’aria fresca e rigenerante, ideale per chi vuole cominciare con calma. Il Rifugio Stoppani, che si trova a 890 metri, è una tappa perfetta per un primo ristoro, mentre il percorso che segue, più ripido e panoramico, conduce alla Beduletta (1.320 metri), una posizione ideale per fare una pausa e godere di un primo scorcio sulla città di Lecco e il lago.
Superata la Beduletta, il sentiero prosegue verso il Canalone Comera, un tratto particolarmente suggestivo e impegnativo. L’esposizione in alcune sezioni rende questo tratto da percorrere con prudenza, ma la vista che si apre sulle guglie rocciose del Resegone e sulla pianura sottostante compensa ampiamente lo sforzo. Una volta superato il Passo della Sibretta (1.665 metri) e attraversato il canalone Valnegra, il sentiero giunge al Rifugio Azzoni, un altro punto di sosta fondamentale prima di affrontare l’ultimo tratto che porta alla cima.
Arrivati alla croce di vetta di Punta Cermenati, si viene premiati da una vista che è davvero impagabile: a 360 gradi, il panorama spazia dal Lago di Lecco, alla città di Milano, fino alle montagne alpine più lontane, regalando uno dei più bei panorami che le Alpi lombarde possano offrire.
Variante: il sentiero dai Piani d’Erna
Chi cerca un’esperienza meno lunga e impegnativa, ma altrettanto gratificante, può optare per la variante che parte dai Piani d’Erna. Raggiungibili tramite la funivia dal Piazzale di Versasio, i Piani d’Erna offrono diversi sentieri che si intersecano con il sentiero 1, riducendo così il dislivello e la durata dell’escursione. Il sentiero 10, che risale il Canalone Bobbio, è una delle opzioni più apprezzate, ma anche il sentiero 5 che si ricollega al sentiero 1 più in alto, è una scelta molto popolare.
Conclusione: il Resegone, una montagna per molti ma non per tutti.
Il Resegone non è solo una montagna da scalare, ma un’esperienza che regala un contatto autentico con la natura e la storia di Lecco. Ogni passo lungo il sentiero, ogni sguardo verso la cima, riporta alla mente l’importanza di questo massiccio montuoso, che non solo definisce l’aspetto del paesaggio lecchese, ma anche la cultura e la tradizione della zona. Con le sue vette imponenti e le sue strade che si intrecciano con la storia, il Resegone è la montagna che ogni escursionista dovrebbe vivere almeno una volta nella vita.












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