
Escursione al Rifugio Cazzaniga-Merlini dai Piani di Artavaggio: Il Sentiero del Vallone da Moggio
L’escursione che porta ai Piani di Artavaggio, nel cuore della Valsassina, è una delle classiche esperienze montane della provincia di Lecco. Questo percorso, che parte dal paese di Moggio e si sviluppa lungo il sentiero 724, offre un’immersione completa nella natura, con scenari mozzafiato che spaziano dai fitti boschi alla vista panoramica sui monti circostanti. Il punto di arrivo finale è il Rifugio Nicola, ma c’è la possibilità di estendere l’itinerario fino al Rifugio Cazzaniga-Merlini, all’ombra della maestosa Cima di Piazzo.
Panorama e Storia dei Piani di Artavaggio
I Piani di Artavaggio sono un altopiano che si trova tra i 1600 e i 1900 metri di altitudine, dominato dalla figura slanciata del Monte Sodadura e dalla Cima di Piazzo. In inverno, l’area è una popolare stazione sciistica, facilmente raggiungibile tramite la funivia che parte da Moggio. Ma il suo fascino non si limita alla stagione invernale: durante tutto l’anno, i Piani di Artavaggio sono un ottimo punto di partenza per escursioni adatte a tutti, dalle famiglie con bambini agli escursionisti più esperti. Il sentiero 724, che attraversa il Vallone, è un classico della zona, molto amato per la sua bellezza naturale e la relativa facilità.

Descrizione dell’Itinerario: Dal Torrente di Moggio ai Piani di Artavaggio
L’escursione parte da Moggio, precisamente dalla località Torrente, a 873 metri di altitudine. Qui si lascia l’auto in un parcheggio vicino alla stazione della funivia e si inizia a percorrere il sentiero 724. L’inizio del cammino è tranquillo: una larga strada sterrata che, fiancheggiando il corso del torrente Vallone, attraversa un bosco di faggi che in primavera e autunno offre colori straordinari. La strada, ben segnalata, è tranquilla e perfetta per chi cerca una passeggiata in montagna senza difficoltà tecniche particolari.
Dopo circa 35-40 minuti, il sentiero incontra un bivio: a destra si prosegue verso la funivia, mentre a sinistra si imbocca il sentiero 724 che segue il corso del torrente Vallone, puntando verso il Baitello del Vallone e i rifugi dei Piani di Artavaggio. Questo tratto si fa meno largo e lievemente più impegnativo, ma le pendenze restano sempre moderate. L’ambiente cambia gradualmente: i faggi lasciano spazio a betulle e pini, e i prati iniziano a far capolino tra gli alberi.
Il Baitello del Vallone e il Rifugio Casari
Proseguendo lungo il sentiero, si raggiunge il Baitello del Vallone, una vecchia baita ormai in rovina, e subito dopo il Rifugio Casari, che segna la prima grande tappa dell’escursione. Questo rifugio, situato a 1.647 metri, è un ottimo punto di sosta per ammirare i paesaggi circostanti, che spaziano dalle Grigne al Resegone. Qui, il sentiero 724 diventa un po’ più ripido, ma la fatica è presto ricompensata dalla vista che si apre su tutta la zona dei Piani di Artavaggio.
Arrivo ai Piani di Artavaggio e Possibili Estensioni dell’Itinerario
Una volta raggiunti i Piani di Artavaggio, si arriva tra il Rifugio Casari e il Rifugio Sassi Castelli, un’area panoramica che offre una vista incantevole sulle montagne circostanti. Questo è un ottimo punto per fermarsi e godersi il paesaggio: il Resegone, le Grigne e il Monte Sodadura si stagliano imponenti. Se l’escursione si ferma qui, si può comunque apprezzare la bellezza del luogo e il senso di pace che trasmette questo altipiano.
Per chi desidera continuare, il sentiero prosegue con una comoda strada sterrata che in circa mezz’ora porta al Rifugio Nicola, situato a 1.870 metri di altitudine. Qui, il panorama si fa ancora più spettacolare, con il Monte Sodadura che svetta proprio davanti al rifugio. Da qui, volendo, si può continuare verso il Rifugio Cazzaniga-Merlini, che si trova poco più in alto, ai piedi della Cima di Piazzo, ma questa sarebbe un’altra avventura, da pianificare con tempo.
La Discesa e Altre Opzioni
La discesa può essere affrontata lungo lo stesso percorso dell’andata, ma esiste anche un’alternativa interessante: il sentiero 726, che parte nei pressi della funivia e si ricongiunge con il sentiero 724. Un’altra opzione è prendere la funivia per un ritorno più veloce a Moggio.
Considerazioni Finali
Questa escursione, con il suo percorso che si snoda tra boschi, prati e rifugi montani, è ideale per chi cerca una giornata di trekking in uno degli angoli più belli della Valsassina. Il sentiero non presenta difficoltà tecniche insormontabili, ma è sempre bene essere preparati, soprattutto se il tempo è incerto o se c’è neve. Non dimenticate di portare con voi una buona scorta d’acqua e qualche snack per fare una sosta nei rifugi, dove il cibo locale, come i formaggi della zona, è sempre un piacere da assaporare.
Se siete appassionati di montagna e cercate una meta che offre tranquillità, natura e bellezza, il sentiero del Vallone e i Piani di Artavaggio sono una destinazione che non delude mai.












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