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Rifugio Shambalà – da Narro

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Tabella dei Contenuti

Verso il Rifugio Shambalà: un sentiero che racconta un’altra epoca

Se si desidera raggiungere l’Alpe Giumello in modo diverso dal solito, lontani dalla strada asfaltata e dai tornanti regolari della carrozzabile, il sentiero che parte da Narro è una scelta che sa di passato. È la vecchia mulattiera numero 9, ormai dimenticata da molti da quando, negli anni Settanta, l’asfalto ha preso il sopravvento. Ma per chi ama camminare, ascoltare i propri passi su pietre antiche e sentire il bosco farsi compagno, questa via conserva un fascino intatto.

Si parte poco oltre il piccolo cimitero di Narro, a quota 965 metri. Una panchina invita alla sosta prima ancora di iniziare, come a dire: “Sei pronto a salire?” Poco distante, la Cappella della Natività, detta “Gisöla”, ci ricorda che qui la fede si intrecciava al quotidiano della vita contadina. Restaurata di recente, è uno dei primi segni di un territorio che conserva memoria e identità.

Il primo tratto è acciottolato, un tornante a sinistra ci introduce nel bosco. Il divieto di transito ai veicoli garantisce tranquillità: è un cammino che si fa solo a piedi, com’è giusto che sia. Lungo la salita, una piccola santella dedicata alla Madonna veglia sul viandante. Il bosco si fa fitto, tra castagni e qualche pino, e la traccia sterrata comincia a guadagnare quota con decisione.

Si costeggia un antico muretto a secco, si superano affreschi, vecchie baite e scorci sul Lago di Como che appaiono all’improvviso tra i rami. Di tanto in tanto la mulattiera si allarga e si fa più comoda, poi si restringe nuovamente in sentiero, come se volesse ricordarci che ogni cammino è fatto di alternanza: fatica e riposo, ombra e luce, pietra e terra.

 

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Attraversiamo alcune canaline per lo scolo dell’acqua, incontriamo ruderi e caselli, superiamo un paio di torrentelli asciutti – tracce di un’acqua che forse tornerà con le piogge d’autunno. Le quote si alzano: 1100, 1200, 1300 metri.

Il bosco muta: le betulle prendono il posto dei castagni, compaiono le ginestre, profumate e gialle come il sole di mezza estate.

Arrivati al Monte Basso, si incontra di nuovo l’asfalto, ma è solo un attraversamento. I segnavia indicano le direzioni: Rifugio Capanna Vittoria, Alpe Giumello, Croce di Muggio. La strada è ormai dietro di noi, la meta sempre più vicina.

Poi, quasi inaspettata, appare la sagoma rossa del Rifugio Capanna Vittoria, che si raggiunge con dodici gradini in cemento. Lì, un cartello indica la discesa per la mulattiera appena salita, quasi a sottolineare che il cammino, prima che una meta, è una storia da raccontare.

Dopo una breve salita, superata una sbarra e una cabina dell’Enel, si giunge al vasto parcheggio dell’Alpe Giumello, a quota 1550 metri. Ma il nostro viaggio non è ancora finito.

Basta seguire la strada in leggera discesa, superare il Ristoro Genio e poi, con una breve gradinata o una deviazione appena più avanti, si raggiunge finalmente il Rifugio Shambalà, a 1535 metri. Moderno ma perfettamente inserito nel paesaggio, è il punto d’arrivo di un’escursione che ha il sapore della riscoperta.

Dati tecnici:

  • Tempo di percorrenza: circa 1 ora e 45 minuti

  • Dislivello complessivo: circa 585 metri

  • Lunghezza del percorso: 3,4 km

 

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INFO E POSIZIONE

Rifugio Shambala’ Alpe Giumello – m.1550
Località alpe Giumello, 3/a, 23831 Casargo LC
mappa Rifugi
MAPPA RIFUGI
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PERCORSI E SENTIERI

Da Mornico – 1,45 ore – Dislivello 575 m

Da Narro – 1,45 ore – Dislivello 585 m

Da Oro – 8,00 ore – Dislivello 2416 m (da fare in più tappe)
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