
di Lorenzo Colombo
Foto Giancarlo Airoldi
Quella che vi proponiamo è una camminata tutta in salita, che farà “sbuffare” i meno allenati, ma che vi farà raggiungere un posto bucolico e davvero suggestivo. Un’escursione fattibile durante tutto l’arco dell’anno, in caso di neve o ghiaccio, per evitare spiacevoli scivoloni, vi consigliamo di infilare nello zaino i “ramponcini”. Sono sufficienti quelli per non complicarsi la piacevole gita. Meta dell’escursione è l’Alpe Ariale, piccolo alpeggio situato nel comune di Premana sulle pendici del Piz d’Alben e posto ad una quota di 1330 metri slm, dove si trova il bellissimo Rifugio Ariaal. Posta di là del torrente Varrone l’Alpe Ariale, si può raggiungere percorrendo due strade principali più una terza variante: l’agrosilvopastorale che si snoda come un serpentone lungo il versante montano fino a raggiungere l’alpeggio, oppure il sentiero – mulattiera, più diretto e irto, ma sicuramente più affasciante e immersivo nella natura e nella storia premanese. La variante è il sentiero Naturalistico, altra splendida alternativa. Il primo tratto è identico a quello delle due vie che abbiamo definito principali, quindi lo si imbocca seguendo l’opportuna segnaletica che si trova lungo il cammino. Noi abbiamo scelto di percorrere il sentiero – mulattiera. Lo si imbocca dalla località Giabbio (zona Industriale). Dopo aver superato l’antico Pont di Bonom, tenendo la destra, si attraversa Lavinol, uno dei “lööch” premanesi, agglomerato di case molto antiche posto al congiungimento della Valmarcia con la Valvarrone il cui significato deriva dal latino, labineum ovvero piccola slavina. Tenendo la sinistra si sale lungo un vecchio sentiero lastricato che si inoltra in un magnifico bosco di castagni. Dopo 40 minuti di cammino circa si raggiunge Porcile.

Il nome di questo insediamento, di cui è stata documentata l’esistenza fin dal 1300, può trarre in inganno: nulla ha a che vedere con maiali e porcilaie, il toponimo ha probabile origine celtica e il suo significato si perde nella notte dei tempi. Il sentiero prosegue incontrando la località Zuch e quindi Dalben, “lööch” ben tenuto con una splendida fontana dove potersi, all’occorrenza, rinfrescare e dissetarsi. Superato Dalben ci si inoltra in un bosco di faggi per poi sbucare su un grande prato, che annuncia l’inizio dell’Alpe Ariale. Un piccolo sforzo ancora e siamo arrivati al Rifugio Ariaal. Da qui, volendo, si può proseguire fino all’alpe di Chiarino (Ciarìin a quota 1580 m) e poi ancora più su fino a raggiungere il Piz d’Alben (1867 m) che fa da spartiacque fra la Valvarrone e la Valmarcia. Tre le curiosità di questi luoghi, il nome dell’alpe Chiarino, come scrive il Bellati nel suo libro “Oltre le Pietre” (edizione Il Corno) “deriva probabilmente dalla famiglia Chiarini proprietaria di miniere fin dal 1200”, mentre sempre il Bellati ricorda come Ariaal e zone limitrofe furono teatro di “antiche contese tra Premana e Casargo”, mentre il Piz d’Alben anticamente veniva chiamato anche “Della Crosta” dove venne eretta la più antica croce posta sulle cime premanesi della quale si ha documentazione.
Percorso: Partenza: Località Giabbio (Zona Industriale), Premana (750m slm) Arrivo: Rifugio Ariaal (1.330m slm) Durata: – strada agrosilvopastorale: 2 ore; – mulattiera: 1 ora 15 minuti; – sentiero naturalistico: 1 ora 45 minuti. Dislivello: 580 m




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