
di Federica Lassi
Può una località, un monte, guardato da prospettive diverse, mostrare così tante sfaccettature e paesaggi? Nel caso dell’Alpe Cova, ai piedi del Grignone, la risposta è senz’altro affermativa. Girarci intorno significa entrare in contatto con tanti ecosistemi, tutti pregevoli. Percorrerne il perimetro è il modo giusto per ammirarli con estrema tranquillità visto che l’itinerario proposto, per quanto sviluppato su una decina di chilometri, è facilmente praticabile e non presenta pendenze impegnative, se non in alcuni brevi tratti. L’anello dell’Alpe Cova parte dalla Chiesetta del Sacro Cuore di Balisio (882 metri circa), raggiungibile seguendo una strada sterrata da percorrere per circa 2 chilometri, accessibile dalla sp62 tra Ballabio e Pasturo, in località Colle di Balisio. Dalla chiesa, tenendo la sinistra per il Rifugio Antonietta al Pialeral, il percorso risale la Valle dei Grassi Lunghi. Percorrendo l’agrosilvopastorale, affiancati da vegetazione fitta con scorci che si aprono di tanto in tanto sulle sagome inconfondibili di Grignetta e Grignone e sui prati costellati da baite sparse qua e là, si arriva in una quindicina di minuti all’Agriturismo ai Grassi e Lunghi. Più avanti si incrocia il sentiero della Traversata Bassa delle Grigne. A questo bivio, proseguendo a destra comincia la pendenza nel bosco (senza dubbio refrigerante durante la stagione estiva) che all’inizio sale dolcemente con morbide curve, per poi farsi più ripida e dritta poco prima che la selva si diradi. Lasciato alle spalle il bosco iniziano i pascoli e, con un ultimo sforzo, si arriva all’Alpe Cova (1300 metri). Da qui si può ammirare in tutta la sua magnificenza il Grignone (Grigna Settentrionale) con i suoi 2410 m e a più a sinistra la Grignetta (Grigna Meridionale, 2184 m) con il buco di Grigna a dividerle. Alle spalle c’è il piccolo e caratteristico laghetto dell’Alpe Cova dove è presente anche una piccola fontana. Consigliamo di fare una breve sosta per ristorarsi e riempirsi gli occhi di tutte le bellezze (naturali e non) riflesse sulla superficie dell’acqua, piena di girini e rane, sorvolata da libellule svolazzanti.

Ora però è tempo di ripartire, perché di strada da fare ce n’è ancora, anche se adesso è tutto in discesa. La parte che si sta per affrontare, Alpe Cova-Cornisella (sentiero n.33, seguire la freccia in legno con scritto Pasturo dopo il gruppo di case) è senz’altro quella più godibile. Pascoli erbosi, verdi prati, baite, regalano scorci che sembrano dipinti. Continua la discesa fino a un tornante che porta verso una fontana, una lunga vasca in pietra sormontata da una copertura in legno, ideale per prendersi un attimo di pausa. Una volta ripreso il cammino, ignorare la strada sterrata sulla destra. Andare avanti così fino alla località Acquafredda: un centinaio di metri più in basso si sopraggiunge alla Chiesetta degli Alpini di Cornisella, altro importante bivio e riferimento storico sulla strada Pasturo-Alpe Cova. Si tratta di una cappella votiva costruita su volontà degli Alpini di Pasturo, per commemorare i loro caduti durante la seconda guerra mondiale. A questo punto il tracciato da imboccare diventa il Brunino – 3, che collega appunto Cornisella a Brunino. Un’ampia radura si spalanca: la attraversiamo. Come per tutto il resto della passeggiata, a prevalere saranno le bellezze naturalistiche, con incursioni antropiche qua e là. Tenendo sempre Brunino come stella polare, dopo un tratto nel bosco si incrocia la strada che sale da Pasturo, e insieme a lei la Cappelletta con le statuine della Sacra Famiglia. Proseguendo per la strada sterrata si giungerà all’Agriturismo Brunino. Costeggiandolo si troveranno nuove indicazioni per tornare al punto di partenza, la Chiesetta del Sacro Cuore, imboccando un ampio sentiero. Saprete di essere arrivati quando davanti a voi si paleserà un parcheggio e in lontananza si noterà sulla sinistra, un po’ defilata, la chiesetta. Tempo medio complessivo di percorrenza intorno alle due ore e mezza/tre ore, contando anche un paio di piccole soste. Il suggerimento che possiamo darvi è di non avere fretta e godervi questo giro ad anello, dalle notevoli doti paesaggistiche.




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