
di Federica Lassi
Tre chilometri per quasi 1000 metri di dislivello. Questa la distanza che separa Somana, frazione di Mandello, dallo Zucco Sileggio passando per la via direttissima: una salita che spezza il fiato, dà ben poca tregua e richiede un buon allenamento per essere affrontata. Le pendenze infatti non abbandonano quasi mai il percorso (gli amanti del vertical apprezzeranno), se non per brevissimi tratti. Via impegnativa ma non particolarmente tecnica, praticabile in qualunque stagione. A essere una costante lungo la tratta, oltre alla salita, gli alberi: un’ampia zona boschiva accarezza l’itinerario per gran parte dell’escursione, lasciando intravedere però anche scorci pregevoli che aiutano a ricaricarsi durante la ripida scalata per raggiungere la vetta a quota 1368 metri. Per avvicinarsi al sentiero che conduce allo Zucco Sileggio bisogna raggiungere la località di Somana fino all’abitato di Sonvico: qui è possibile trovare indicazioni bianco-verdi per diversi sentieri tra cui quello di nostro interesse, il 17. In prossimità della cartellonistica CAI Grigne anche gli Itinerari della Memoria dedicati alla Resistenza mandellese. Il primo segmento, una mulattiera, è in comune con l’itinerario che ascende verso la Chiesa di Santa Maria sopra Olcio. Da qui si cammina circa una decina di minuti tra i prati prima di trovarsi di fronte a un bivio: il sentiero da seguire è il 17B sulla sinistra con indicazioni Zucco di Tura e Zucco Sileggio. Il bosco già accompagna una piccola porzione di sentiero, ma fa sbucare dopo pochissimo su una strada sterrata. Ora compaiono due segnaletiche: una per Zucco di Tura/Zucco Sileggio (17B) e una per Zucco Sileggio (17A), entrambe rivolte nella stessa direzione. Una volta seguite si giungerà a un nuovo crocevia: mantenendo la sinistra ci si porta definitivamente sul 17A, via direttissima. Subito il pendio si fa sentire con prepotenza, regalando pochi istanti dopo, quasi a volersi far perdonare e a non scoraggiare l’escursionista ad abbandonare subito il percorso appena intrapreso, un assaggio di panorama su Mandello e il lago, preludio di quello che sarà possibile vedere una volta arrivati in cima al Sileggio. Il sentiero, da qui in avanti, sarà assiduamente immerso nel bosco. Per alcuni magari ripetitivo, ma una manna dal cielo nelle giornate di sole battente (periodo autunno/inverno incluso).

Per un po’, all’incirca una cinquantina di minuti, la salita persevera fino a un baitello, punto strategico per fare una pausa, se necessario. Ripreso il cammino ancora alberi, fino a che non si sbuca in una radura sulla sommità di un dosso. Già comincia a delinearsi un paesaggio ammirevole: la Grigna Meridionale, il lago e la vetta dello Zucco Sileggio con la sua croce. Un miraggio da cui non lasciarsi ingannare, perché il viaggio è tutt’altro che finito. Allora avanti, di nuovo nel bosco, tra pendenze da capogiro fino alla cresta ovest della montagna, dove ha inizio l’ultima parte dell’escursione. Restando sempre sul 17A, svoltando a destra, si arriva fino a un bivacco in pietra utilizzato per le emergenze, al cospetto di una parete rocciosa. La croce a questo punto può essere guadagnata proseguendo sul sentiero di sinistra o su quello di destra. Più diretto e breve quest’ultimo, fa sbucare direttamente sotto la croce, dopo essersi inerpicati, in un ultimo sforzo, sulle rocce. Ed eccola: l’acciaio illuminato dal sole che gli batte contro, colorata da bandierine e adesivi. Accanto alla croce una panchina in legno, da cui ammirare in tutta tranquillità il vasto e ricco panorama circostante: a sinistra lo sguardo si sofferma su Grigna Settentrionale, Sasso Cavallo e Grignetta, scendendo fino allo Zucco di Manavello, per poi estendersi verso il Monte Barro. Guardando in basso, la cittadina di Mandello e il Lago di Como con Bellagio, dove i due rami si dividono. Prealpi lecchesi e cime italosvizzere in lontananza, fino ai più vicini Monte Palagia e Monte Cucco. Tempo di percorrenza indicativo due ore e mezza, ma per i passi più lesti un’ora e mezza può essere sufficiente. Per scendere si può intraprendere lo stesso percorso dell’andata oppure seguire altre vie. Oltre alla direttissima, lo Zucco del Sileggio è raggiungibile infatti da vari sentieri, sempre aventi come partenza (o arrivo) Somana: lungo i segnavia 17/17A (via Alpe di Era, Ca’ di Angiolitt e Bocchetta di Verdascia); lungo il segnavia 17/17B (via Santa Maria e Zucco di Tura) dove si aprono due alternative prima del tratto finale, ovvero percorrere due scale metalliche per superare un vuoto roccioso di 30 metri (caldamente consigliato il kit da ferrata) oppure optare per un comodo sentiero; e, infine, seguendo il segnavia 17C/17A (via Saioli). Non indispensabile, ma solo suggerito, l’uso dei bastoncini, utili anche in fase di discesa.




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