
di Federica Lassi
Guglie infuocate dagli ultimi raggi del sole che pian piano sta calando dietro le montagne, dall’altra parte del lago, si stagliano maestose. La luce si riflette anche sulle chiazze di neve sparse lungo il terreno, illuminandole prima che vengano inghiottite dalle tenebre. Il cielo, convertito in una tavolozza di colori caldi, è in tinta con il Rifugio Rosalba, collocato nel mezzo di questo incredibile scenario di tramonto. Una visione che, per essere goduta, ha richiesto tre ore di cammino e il superamento di 1390 metri di dislivello, partendo da Mandello. Fatica che è stata poi ampiamente ripagata, oltre che dalla vista, da un’ottima Cassoeula e da una buona dormita in rifugio. Sì, perché l’obiettivo di questa escursione è di ammirare non solo il calar del sole, ma anche il momento in cui nasce, l’alba, da un punto d’osservazione privilegiato come è il Rifugio Rosalba, situato a quota 1730 metri ai piedi della Grignetta, in corrispondenza dell’inizio della Cresta Segantini e davanti allo splendido Torrione Cecilia. Zaino in spalla, carico di tutto il necessario, e si parte. Punto d’inizio della gita la frazione di Maggiana, a Mandello: il sentiero da prendere è il 12, dietro la famosa Torre del Barbarossa, per Colonghei, Piani Resinelli e Rifugio Rosalba, nostra meta finale. Subito una mulattiera parte tra due muretti e comincia a salire, regalando uno scorcio sul piccolo borgo, sulla torre e sul lago. Poco dopo, da ignorare un piccolo sentiero che va dritto e girare a destra. Raggiunte le case di Masso, la mulattiera si inerpica nel bosco e dà vita ad alcune serpentine. A un bivio davanti a due vecchie case tenere la destra e, superata la Sorgente del Tuf, continuare l’ascesa nella selva fino a scorgere ‘el Baitel’ in fondo a uno spiazzo costellato da larici. Proseguendo a sinistra si arriva a percorrere una ripida scalinata, dopodiché il percorso alterna traversi a mezza costa a tratti gradinati, incassati nel terreno e in alcuni frangenti anche a zig-zag, fino all’incrocio con il sentiero che proviene da Rongio. A questo punto occorre andare a destra, sempre direzione Colonghei, Piani Resinelli e Rifugio Rosalba. Da adesso in poi inizieranno a intravedersi in mezzo agli alberi alcune guglie e pinnacoli della Grignetta. A circa 865 metri di quota un altro segnavia: a destra indicato il sentiero 12 A (Zucco della Rocca), dritto sempre Colonghei, Piani Resinelli e Rifugio

Rosalba. La presenza di un’antica cisterna romana proprio sullo Zucco della Rocca merita la deviazione: per raggiungerla bisogna scendere lungo la dorsale fino a una sella erbosa, dove si trova una stazione di smistamento di linee teleferiche. Qui un sentiero si snoda in mezzo ad alcuni torrioni rocciosi, consentendo di
raggiungere la cima dello Zucco della Rocca: oltre al pozzo costruito con blocchi di pietra squadrati a doppio anello circolare, testimonianza di un’antica fortificazione di controllo, è possibile, salendo ancora un po’, ammirare il lago e la Grignetta. Torniamo sui nostri passi e imbocchiamo nuovamente il sentiero 12. La pendenza ora si attenua, tanto che a un certo punto il terreno si fa quasi pianeggiante, fino a convertirsi in una leggera discesa. Volgendo lo sguardo a destra, tra gli alberi, il lago risulta visibile fino a Lecco. Ancora un bivio: questa
volta a congiungersi con i nostri passi è il sentiero 5 proveniente da Crebbio, frazione di Abbadia. Dopo averlo ignorato, bisogna puntare verso una gradinata piuttosto ripida che conduce fino alla Ca’ d’Arca, baita con davanti un crocifisso. Il dislivello aumenta, ma cominciano a intravedersi le prime case dei Colonghei. Ad annunciare l’arrivo nella località una scritta sulla parete di un edificio, in buona parte cancellata dal tempo: “Colonghelli vendita vino”. Sulla sinistra il sentiero 12 persiste verso il Rifugio Rosalba: tempo di percorrenza un’ora e
mezza, di fronte invece si può proseguire verso i Resinelli, lungo il sentiero 5. Avanzando di poco si può raggiungere il nucleo di case dei Colonghelli per una breve sosta. Alzando lo sguardo un puntino rosa spicca in mezzo alle guglie della Grignetta e ai prati verdeggianti che le circondano: è il Rifugio Rosalba. Dietrofront e si prende di nuovo il sentiero 12 per il rifugio, che si arrampica subito tra i cespugli. Superato un masso di granito, si comincia a risalire una dorsale boscosa che regala scorci panoramici sempre sulla Grigna meridionale.
Dove il sentiero piega a destra e prosegue a mezza costa inizia ad affacciarsi timido il Rifugio Rosalba, e con lui i torrioni Mongolfiera e Cecilia. Dopo aver attraversato la zona del Sasso Rosso, il tracciato si porta su uno spallone che permette di osservare i pinnacoli adornanti il versante sud della Grignetta e la parte bassa dei Resinelli. Uscendo dal bosco la vegetazione cambia, facendosi rada e cespugliosa, il paesaggio si amplia accogliendo nella visuale anche i Corni di Canzo e i laghi della Brianza. Questo dopo aver attraversato una valletta erbosa dopodiché, percorrendone un’altra, ecco i ruderi di alcune baite in località Crenno (1247 metri).
Poco dopo si incontra la depressione che separa Val Monastero da Val Scarettone, in cui sorge il Rifugio Rosalba, e con lei il Sentiero delle Foppe proveniente dai Piani Resinelli. Adesso la salita sarà un susseguirsi di torrioni e guglie che, solitarie o in piccoli gruppi, emergono dal pendio che a tornanti porta al Rosalba. Nell’ultimo tratto il rifugio è una presenza costante che sovrasta gli escursionisti mentre si muovono a serpentina per raggiungerlo, camminando su fondo roccioso. L’arrivo sullo spiazzo dove si trova la struttura giusto in tempo per cogliere le sfumature del tramonto. Ora non resta che entrare, rifocillarsi, riposarsi e attendere l’alba di un nuovo giorno, per poi fare ritorno a Mandello.




Per utilizzare il servizio, è necessario accettare la nostra informativa sulla privacy (prendi visione) ↗ .
Questo sito utilizza cookie per gestire la navigazione, la personalizzazione di contenuti, per analizzare il traffico. Con la chiusura del banner acconsenti all’utilizzo dei soli cookie tecnici. La scelta può essere modificata in qualsiasi momento.
Quando visiti un sito Web è possibile che vengano archiviate o recuperate informazioni e salvate nella cache del tuo Browser, principalmente sotto forma di cookies. Controlla qui i tuoi servizi di cookie.