
di Lorenzo Colombo
Foto Adriano Selva – Tita Gianola – Giacomo Perucchini
Valsassina, meta molto amata dagli appassionati di sport invernali ed uno dei più emozionanti che si possono praticare è l’ice climbing. Si tratta di una disciplina alpinistica che consiste nell’arrampicare su pareti di ghiaccio, solitamente cascate, che in virtù delle basse temperature gelano consentendone la risalita con l’uso di piccozze e ramponi. Ovviamente non è sport per tutti in quanto richiede un’altissima preparazione alpinistica, un’ottima
conoscenza delle tecniche di arrampicata su ghiaccio, accompagnate inevitabilmente da una grande esperienza ancorché da un’ottima forma fisica e mentale. Pur non essendo la “mecca” dell’Ice Climbing la Valsassina regala tuttavia delle vere e proprie perle di ghiaccio che si formano solo in determinati anni e con precise condizioni meteo. L’inverno appena concluso, nonostante sia stato prevalentemente mite, ha comunque avuto delle piccole parentesi di gelo consentendo la formazione di alcune cascate di ghiaccio tra le quali quelle della Valbiandino, regalando agli appassionati adrenaliniche emozioni. Frequentate perlopiù da alpinisti locali, le cascate che si formano in Valbiandino sono un richiamo irresistibile per chi ama “giocare” con la natura ed è alla ricerca
di emozioni forti in uno scenario unico a fare da cornice. Tra le più conosciute ci sono le cascate della Val Bora e Busecca e quella Cascata degli Alpini. La prima si trova lungo la strada che sale in Valbiandino poco prima del rifugio Bocca di Biandino, la seconda è una parallela della Val Bora, mentre la terza è situata sul versante opposto a fianco del rifugio Tavecchia. A darci qualche informazione in più su questi gioielli di ghiaccio è la Guida Alpina Tita Gianola, premanese doc, nonché membro del Soccorso Alpino della staziona Valsassina e profondo conoscitore della zona. “Va premesso che per affrontare cascate di ghiaccio sono necessarie una grande preparazione alpinistica e una profonda conoscenza dell’elemento ghiaccio in quanto molto variabile. Senza dimenticare che mentre nell’arrampicata su roccia gli ancoraggi sono già presenti lungo le vie, nella progressione su cascate di ghiaccio gli ancoraggi vengono messi di volta in volta dal primo di cordata, che deve avere grandi
capacità alpinistiche e moltissima esperienza. Detto questo, la cascata di Val Bora la si imbocca dall’ultimo ponte che si trova lungo la strada che sale in Valbiandino.

La cascata corre a destra del rifugio Bocca di Biandino. E’ un itinerario abbastanza lungo e con una serie di salti di ghiaccio che conducono fino all’altezza della casa di montagna Pio X, dalla quale prende il nome anche un salto d’acqua di circa 30 metri che si trova a quell’altezza, poi si prosegue fino a quasi al rifugio Grassi”. Per quanto concerne la cascata Busecca è una laterale della Val Bora: “E’ un salto di una cinquantina di metri – spiega Gianola – ed è incassata tra due pareti di roccia, solitamente presenta due tracciati, stando più a destra la progressione è più facile, mentre stando più a sinistra la difficoltà aumenta”. A queste due cascate se ne aggiunge una terza che viene chiamata la Cascata degli Alpini: “Si forma sul lato opposto della valle, a fianco del rifugio Tavecchia. Essendo a nord ovest quindi esposta al sole, si forma ed è scalabile solo con certe condizioni, quando le temperature scendono sotto lo zero. Con gli inverni miti degli ultimi anni, i periodi in cui si possono effettuare scalate su questa cascata sono brevi e le condizioni vanno valutate molto attentamente. Poco distante, sulla destra, c’è un’altra cascata denominata Lo Scivolo, essendo più nascosta all’interno di una piccola valle, è più protetta dal sole ed è più facile che presenti le condizioni giuste per essere scalata”. Uno sport, l’ice climbing che rientra tra quelli estremi pertanto lo stesso Gianola, raccomanda: “E’ necessario affrontare questa disciplina senza bruciare le tappe e solo se affiancati e accompagnati da guide alpine o istruttori abilitati”. E facendo da cassa di risonanza alle raccomandazioni della Guida Alpina, ricordiamo che l’ice climbing non è sport tutti e men che meno per autodidatti. E’ vivamente consigliato approcciare a questa disciplina solo dopo aver maturato una grande esperienza nel mondo dell’arrampicata su roccia, neve e ghiaccio e comunque accompagnati da una guida alpina, professionista che conosce perfettamente il mondo del ghiaccio verticale. Solo così potrete godere a pieno di uno degli spettacoli più emozionanti che gli inverni valsassinesi sanno regalare e acquisire, nel corso degli anni, la giusta esperienza per diventare un ice climber.
Per info: Mountain Dream Guide – Guide Alpine Valsassina
https://mountaindreamguide.com/
info@mountaindreamguide.com
Phone +39 392 14 37 667




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