Ascesa impegnativa da Pagnona ma che alla fine regala, giungendo fino al Rifugio Griera, situato nello splendido contesto naturalistico del Monte Legnone, un panorama difficile da scordare. La strada che seguiremo è chiamata la ‘direttissima’, come tutte le salite brevi ma impegnative che permettono di raggiungere un luogo montano, ed è perfetta per chi vuole mettersi alla prova in qualcosa che non sia una semplice “scampagnata domenicale”, ma che allo stesso tempo cerca un itinerario dove non ci siano tratti esposti e non si renda necessario l’utilizzo di attrezzatura specifica. Tre chilometri da affrontare quasi interamente nel bosco per circa due ore di cammino, in cui la possibilità di rifiatare si presenterà ben poco. Già alla partenza, in Via Concordato a Pagnona, lungo la Sp 67, un assaggio di quello che ci attenderà durante il percorso della ‘direttissima’: una ripida scalinata pedonale in mezzo alle case dove appaiono, su un grosso pannello in legno, indicazioni per il Rifugio Griera. Lasciato alle spalle l’abitato, oltre al contesto intorno cambia anche la conformazione del tracciato, tramutandosi in una mulattiera che risale tra i prati. Un nuovo cartello appare dopo una decina di minuti: segnala il Rifugio Griera, nostra destinazione finale, verso sinistra. In breve tempo arriviamo all’Alpe Subiale. Immergendoci nel nucleo abitato, continuiamo a seguire le indicazioni per il rifugio, portandoci verso destra rispetto agli edifici. Il sentiero continua fuori dal borgo verso l’Alpe Bedoledo, raggiungibile in circa venti minuti.
A questo punto, ci troviamo di fronte a un bivio: a sinistra si accede all’ex strada militare, mentre a destra si continua per la ‘direttissima’. Seguiamo il secondo percorso che si addentra nel bosco e sale con ritmo costante, creando stretti tornanti che spezzano il respiro. Dopo un bel tratto nella selva, circa un’ora (metà del tempo stimato per percorrere l’itinerario) appare la croce di legno in località La Casniella con tanto di punto panoramico sull’Alta Valsassina. Seguiamo in direzione Alpe Campo e, poco dopo, un nuovo bivio che fa scegliere tra ex strada militare (sinistra) e direttissima (destra). Senza indugi scegliamo la seconda: da qui ormai il Rifugio Griera dista solo una quindicina di minuti. Prima di arrivarci però sarà da affrontare un erto pendio erboso, provante fisicamente ma, dopo il quale, il terreno spiana. Nel grande prato in cui approdiamo un monumento ai caduti con bella vista sul Monte Legnone e il Monte Legnoncino. Ultimo sforzo: tiriamo dritti oltre il monumento, attraversando il manto verdeggiante, e prendiamo l’ex strada militare tenendo la destra, per la salita finale. Pochi metri ed eccolo stagliarsi, dopo una curva, il Rifugio Griera, a quota 1734 metri. L’orizzonte è sublime: a nord l’immenso massiccio del Legnone, montagna più alta della zona con i suoi 2610 metri, mentre a ovest e sud-ovest si aprono le Alpi valtellinesi e svizzere. Nelle giornate più limpide possono fare capolino anche la catena del Monte Rosa e la punta del Cervino. Per il ritorno è possibile seguire la ‘direttissima’ a ritroso oppure optare per l’ex strada militare, tracciato che da Pagnona conduce fino alla cima del Monte Legnone e che durante il cammino abbiamo incrociato prima di raggiungere il rifugio.
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