
Foto copyright© Sala Maurizio LLV
C’è un angolo autentico di montagna che sta conquistando gli escursionisti della Valsassina: si chiama Rifugio Ariaal, prende il nome dall’Alpe Ariale e si trova a 1.330 metri di quota, tra i boschi e i pascoli alle pendici del Pizzo d’Alben. Ma ciò che rende speciale questo rifugio non è solo la sua posizione panoramica, bensì la passione di tre ragazzi giovanissimi che lo gestiscono con energia, idee nuove e un profondo amore per il territorio.
Siamo nel comune di Casargo, ma il punto di partenza più comodo resta Premana, uno dei paesi simbolo della cultura alpina lecchese. Il Rifugio Ariaal non è solo una meta, ma una meta con visione, un luogo dove la tradizione si sposa con l’entusiasmo delle nuove generazioni.
Partenza: Via Giabbio (zona industriale), Premana (750 m s.l.m.)
Arrivo: Rifugio Ariaal (1.330 m s.l.m.)
Dislivello: 580 metri
Difficoltà: Media (adatto a escursionisti anche poco esperti)
Opzioni di salita:
Strada agrosilvopastorale: 2 ore
Mulattiera: 1 ora e 15 minuti
Sentiero naturalistico: 1 ora e 45 minuti
Data escursione: 13 febbraio 2022 – Ultimo aggiornamento: luglio 2023
La partenza è da Via Giabbio, nella zona industriale di Premana. Il contrasto tra la modernità dei capannoni e l’inizio del sentiero, che subito oltre il torrente Varrone riporta alla quiete della natura, è emblematico: in pochi minuti si passa dal rumore delle lavorazioni artigianali al fruscio del bosco.

Perfetta per chi vuole una camminata lunga ma senza pendenze impegnative. Dopo il ponte, si svolta a sinistra seguendo la via per la Casera Vecchia di Varrone. Si procede lungo una strada sterrata che alterna tratti cementati, guadagnando quota tra boschi e radure. Il panorama si apre a ogni curva, con scorci sempre più ampi su Premana e sulle cime circostanti. Un’escursione senza fretta, ideale per chi vuole gustare il ritmo lento della montagna.
Chi invece preferisce un sentiero più “vero”, imbocca la Val Marcia a destra del ponte. La mulattiera sale nel bosco con tornanti decisi, ma il dislivello viene superato con regolarità. Dopo una prima rampa tra castagni e faggi, si raggiungono alpeggi silenziosi e baite in pietra, dove il tempo pare fermarsi. La presenza di fontanelle e cartelli ben segnalati aiuta chi si orienta per la prima volta. Una via adatta a chi cerca il giusto equilibrio tra sforzo e soddisfazione.
Ultimo arrivato, ma già apprezzato. Si snoda nel cuore di un bosco di larici e abeti, con un andamento inizialmente pianeggiante, poi più deciso. L’ambiente è intimo, ombreggiato, con passaggi di grande suggestione. Questo sentiero è un piccolo gioiello ambientale, valorizzato da chi ama camminare lontano dalle rotte più battute. Si percorre in circa un’ora e tre quarti, ma ogni metro è un invito a rallentare e osservare.
Arrivati in cima, il Rifugio Ariaal appare circondato da prati aperti e silenziosi, con le cime che vegliano tutto intorno. È un edificio semplice ma curato, in perfetta sintonia con l’ambiente alpino. Dentro, si respira entusiasmo: i gestori, tre ragazzi della zona, hanno scelto di restare e investire nella montagna. E il risultato si vede: accoglienza genuina, prodotti locali, eventi, serate a tema, attività per famiglie.
Il Rifugio è anche un ottimo punto di partenza per escursioni più impegnative verso l’Alpe Chiarino, il Piz d’Alben o il più selvaggio Porcile. Ma anche restare qui, tra un piatto caldo e una chiacchierata all’aperto, ha il suo fascino.
In un tempo in cui molti rifugi si industrializzano o perdono il legame con il territorio, il Rifugio Ariaal è una boccata d’aria fresca. La montagna che incontra la gioventù, la tradizione che lascia spazio alla sperimentazione. Ogni sentiero che vi porta qui è una scoperta, e ogni escursionista che arriva ne diventa inconsapevolmente ambasciatore.
Se passate dalla Valsassina, dedicate una giornata a questo cammino: vi riporterete a casa non solo un’escursione riuscita, ma l’idea che in montagna c’è ancora chi sogna e costruisce, passo dopo passo.
Foto copyright© Sala Maurizio LLV












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