
Grignone (Grigna Settentrionale) dall’Alpe Cainallo – Via della Ganda
La Grigna Settentrionale, conosciuta anche come Grignone, è una delle montagne più iconiche e affascinanti della provincia di Lecco. Insieme alla vicina Grignetta, forma una delle coppie di cime che caratterizzano il panorama della zona, attirando ogni anno escursionisti e alpinisti da tutta Italia e oltre. La vetta del Grignone, con i suoi 2.410 metri, è un vero punto di riferimento per chi ama la montagna in tutte le sue sfumature: dalle escursioni tranquille a quelle più impegnative. Accanto alla cima, il Rifugio Brioschi è un altro simbolo di questa montagna, tanto per la sua storia quanto per la sua posizione privilegiata. Il rifugio, infatti, è uno dei più antichi e rinomati non solo nel Lecchese, ma anche in tutta la Lombardia e in Italia.
Nel corso degli anni, diversi itinerari hanno permesso di raggiungere la cima, uno dei più classici partendo da Balisio, sul versante in Valsassina. Oggi, però, voglio concentrarmi su un altro percorso altrettanto affascinante ma meno conosciuto: la via della Ganda, che sale al Grignone dal lato lariano, partendo dall’Alpe Cainallo, nel comune di Esino Lario.
L’itinerario che porta alla vetta del Grignone dall’Alpe Cainallo è un percorso piuttosto vario, ma che, rispetto ad altri sentieri della zona, risulta essere più breve e con un dislivello relativamente contenuto. Il sentiero, contrassegnato con il numero 25, è noto anche come Via della Ganda e si sviluppa su due tratti distinti: una prima parte più semplice e una seconda che diventa via via più impegnativa.
Nel complesso, il percorso si caratterizza per una salita progressiva che alterna tratti nel bosco a tratti più rocciosi e panoramici. Nonostante non sia un sentiero attrezzato, lungo il percorso sono presenti alcune catene di supporto nei tratti più esposti, ma non sono necessarie attrezzature tecniche. È comunque un itinerario che richiede una certa esperienza escursionistica, soprattutto nella parte finale.
Dettagli tecnici:
Partenza: Vo’ di Moncodeno (1.430 m s.l.m.)
Tappa intermedia: Rifugio Bogani (1.816 m s.l.m.)
Arrivo: Grigna Settentrionale (2.410 m s.l.m.)
Lunghezza: 5,7 km
Dislivello: 1000 m
Durata: circa 2 ore e 30 minuti
Difficoltà: impegnativo (EE, escursionisti esperti)
Nota importante: Questi dettagli si riferiscono alla stagione estiva. In inverno, il percorso assume una difficoltà alpinistica e richiede attrezzatura adeguata.
Dal Vo’ di Moncodeno al Rifugio Bogani
Il punto di partenza dell’itinerario è il Vo’ di Moncodeno, una località che si trova poco sopra l’Alpe Cainallo, facilmente raggiungibile in auto. Da qui, il sentiero si dirige verso ovest, passando attraverso il bosco e guadagnando velocemente quota, sebbene con pendenze moderate. Dopo circa dieci minuti di cammino, si arriva a un punto panoramico che offre una vista mozzafiato sul versante nord del Grignone. È un angolo perfetto per scattare qualche foto e godersi il panorama.
Subito dopo, il sentiero piega verso destra e prosegue quasi in piano, con alcuni sali-scendi tipici di questa zona. Passati circa 25 minuti dalla partenza, si giunge a un tratto leggermente esposto, dove il sentiero taglia un canale ripido. Per sicurezza, sono state installate delle catene per aiutare chi ha paura dei vuoti, ma, nonostante l’esposizione, il sentiero è ben tracciato e largo. Superato questo tratto, si torna a camminare nel bosco, da cui si aprono affascinanti scorci sulla Valle dei Mulini e sul paese di Cortenova, che si staglia sul fondo della valle.
Dopo circa mezz’ora, si arriva a un bivio. Qui bisogna svoltare a sinistra, seguendo le indicazioni per il Rifugio Bogani, mantenendosi sul sentiero 25, mentre a destra si accede al Rifugio Bietti-Buzzi. Da questo punto in avanti, il sentiero si fa un po’ più ripido, ma nulla di troppo impegnativo.
Dall’Alpe Moncodeno al Rifugio Bogani
Proseguendo, il paesaggio cambia gradualmente, passando dai boschi di faggi e betulle ai pascoli di larici. L’ambiente diventa più aperto, con alcune baite di montagna e ampie vedute sul panorama circostante. Dopo circa un’ora di cammino, si giunge al Rifugio Bogani, un rifugio accogliente e ideale per una breve sosta prima di affrontare il tratto finale. Qui si possono rifornire d’acqua e fare un piccolo break.

Dal Rifugio Bogani alla Vetta del Grignone
Dopo aver lasciato il Rifugio Bogani, il sentiero prende a salire in modo più deciso, e man mano che si guadagna quota, la vegetazione si dirada. Entriamo nella Conca di Moncodeno, un’area spettacolare con le pareti rocciose che iniziano a farsi più imponenti. Si intravede la vetta del Grignone, che ci guida verso l’alto.
Il sentiero, pur non essendo attrezzato, comincia a presentare tratti più rocciosi. Qui si alternano salite ripide a punti in cui il fondo è roccioso e instabile, con qualche tratto esposto, dove le corde fissate alla roccia diventano un aiuto fondamentale. Questo segmento è sicuramente il più impegnativo, ma anche il più affascinante, con le doline carsiche che segnano il paesaggio e richiedono attenzione, soprattutto in caso di maltempo.
Dopo circa 50 minuti di cammino dalla sosta al Rifugio Bogani, si arriva alla base della Cresta di Piancaformia, dove il sentiero corre lungo il fianco della montagna. Il panorama che si apre su tutta la zona è straordinario. Da qui in poi, la salita diventa ancora più ripida, ma l’ausilio delle catene rende tutto più sicuro. Il paesaggio roccioso caratterizza questa parte finale del percorso, che si conclude in breve con l’arrivo alla croce di vetta e al Rifugio Brioschi, simbolo dell’ascensione.
Il Rifugio Brioschi, oltre a essere un ottimo punto di ristoro, rappresenta uno dei luoghi più spettacolari della Lombardia, con una vista a 360° sulla Grigna Settentrionale, la Grigna Meridionale e l’intera Valsassina.
Il percorso che parte da Alpe Cainallo, attraverso la Via della Ganda, è uno dei modi più affascinanti e vari di salire al Grignone. Il tragitto alterna tratti boschivi, pascoli, e zone rocciose, fino a culminare con un finale spettacolare. Nonostante non sia uno degli itinerari più lunghi o difficili, richiede comunque un buon allenamento e un po’ di esperienza montagnina, soprattutto nella parte finale, più esposta e tecnica. Se pianificate di fare questa escursione, tenete in considerazione il meteo e non sottovalutate mai la montagna, che può cambiare rapidamente. Con la giusta preparazione, però, la cima del Grignone regalerà sicuramente soddisfazioni indimenticabili.












Per utilizzare il servizio, è necessario accettare la nostra informativa sulla privacy (prendi visione) ↗ .
Questo sito utilizza cookie per gestire la navigazione, la personalizzazione di contenuti, per analizzare il traffico. Con la chiusura del banner acconsenti all’utilizzo dei soli cookie tecnici. La scelta può essere modificata in qualsiasi momento.
Quando visiti un sito Web è possibile che vengano archiviate o recuperate informazioni e salvate nella cache del tuo Browser, principalmente sotto forma di cookies. Controlla qui i tuoi servizi di cookie.