
L’itinerario che conduce alla Capanna Vittoria, situata tra i monti sopra Bellano, si snoda attraverso i boschi e i piccoli borghi che punteggiano la sponda orientale del Lago di Como. L’escursione parte dalla frazione di Oro, prosegue verso Pendaglio e Noceno, e offre un’ottima occasione per immergersi nella tranquillità della montagna, con splendidi panorami e angoli di natura intatta. È possibile scegliere di percorrere l’intero cammino a piedi, oppure di abbreviare la fatica partendo da una quota più alta, arrivando fino a Noceno o Camaggiore tramite strada asfaltata.
Partiamo dalla frazione di Oro, sulla strada provinciale 36, all’altezza del km 75.2, per deviare verso Bellano. Seguendo la SP 62, scendiamo verso il Lago di Como, imboccando la SP 72 che costeggia la sponda orientale del lago in direzione nord. Dopo circa 500 metri, giriamo a destra sulla SP 66. Percorriamo circa 800 metri e, al primo tornante, lasciamo la provinciale per seguire via Strada Nuova che conduce fino al paese di Oro. Dopo un altro chilometro, arriviamo all’inizio della mulattiera che sale verso Pendaglio.
Qui possiamo decidere di lasciare la macchina, ma vale la pena proseguire per un altro tratto fino a un parcheggio con 12 posti auto situato a 305 metri di altitudine. Dal parcheggio, camminiamo per pochi passi fino al punto di partenza della mulattiera, dove troviamo una fontana e una panchina. Il sentiero è ben segnalato da un cartello che indica la direzione per Pendaglio. Una volta pronti, comincia la salita lungo una mulattiera caratterizzata da gradini di pietra ben sistemati, che si inerpicano lentamente verso l’alto.

Il sentiero attraversa alcuni tratti piacevolmente pianeggianti, dove il rumore dell’acqua che scorre vicino e il fruscio delle foglie creano un’atmosfera di tranquillità. Superiamo un piccolo ponte e, proseguendo tra il bosco, arriviamo a un bivio. Qui la mulattiera si divide e dobbiamo seguire la direzione sinistra, passando sotto due cavi di alta tensione. La salita si fa più ripida man mano che ci avviciniamo alle case di Pendaglio, un borgo che, purtroppo, mostra i segni del tempo. Molte abitazioni sono ormai abbandonate, ma la chiesa di San Domenico, costruita tra il 1680 e il 1681, resta uno degli edifici più suggestivi del paese, con la sua pala d’altare che raffigura la Madonna del Rosario.
Proseguendo, il sentiero diventa più ripido, con alcuni tratti che si snodano tra vecchie case in pietra e muretti a secco. Da qui, il panorama sul Lago di Como e sul Monte Bregagno si fa sempre più mozzafiato, regalando scorci incantevoli sulla natura circostante. La mulattiera continua a salire attraverso il bosco, tra castagni e noci, fino a raggiungere una zona più aperta, dove ci accoglie una vista panoramica sulle vallate circostanti.
La presenza di piccoli ruscelli e di santuari votivi lungo il percorso, come una santella con un affresco di San Bartolomeo, rende il cammino ancora più suggestivo, evocando un senso di spiritualità e di connessione con la natura. In queste zone, il silenzio e la pace sembrano essere assoluti, interrotti solo dal cinguettio degli uccelli e dal rumore dell’acqua che scorre.
L’ultima parte del percorso ci porta a Noceno, un piccolo borgo che si trova a circa 40 minuti di cammino da Pendaglio. Qui, la strada diventa più asfaltata, ma il fascino del paese non diminuisce. Noceno, pur essendo raggiungibile anche con l’auto tramite una stretta strada asfaltata, conserva un’atmosfera rustica e autentica. Il campanile della chiesa di San Gregorio Magno si staglia sullo sfondo, mentre le case di pietra, molte delle quali risalenti a secoli fa, si susseguono lungo il percorso.
Lasciata la fontana a 840 metri di quota, iniziamo a salire lungo il sentiero che prosegue diritto per poi piegare dolcemente a sinistra. Subito dopo, un piccolo cortile ci invita a proseguire con una curva verso destra, raggiungendo i 845 metri. La mulattiera si fa più definita, accanto a una recinzione sulla destra e un muretto a secco sulla sinistra. A quota 855, una nuova fontana ci accoglie con una vasca, un angolo di serenità che rinfresca la nostra camminata.
Proseguiamo su un fondo sterrato, con il muretto e una rete verde che accompagnano il nostro cammino. Subito dopo, il sentiero si biforca: scegliamo la destra. Ignoriamo il viottolo che conduce a un ovile e, seguendo il tracciato giusto, arriviamo davanti a una casa, dove un tavolone di legno e le panche ci invitano a fare una breve sosta. Qui, tra leggera discesa e salita, raggiungiamo la parte alta del paese, segnalata da un bollo bianco su un muro di pietra.
Subito dopo, imbocchiamo il sentiero che sale nel castagneto, incassato tra pietre e terreno. L’ambiente si fa più selvaggio e, girando verso destra, la mulattiera ci conduce a una serie di tornanti. Ogni curva regala una nuova vista sulla valle e sulle montagne circostanti. La pendenza si fa più decisa, ma il cammino è accogliente, arricchito da piccole croci in memoria di chi ha attraversato questi luoghi.
Superato un tornante a sinistra, la strada diventa più ripida. Una piccola santella alla sinistra del sentiero, con il suo affresco che resiste al tempo, ci ricorda la spiritualità di questi luoghi. Dopo alcuni tornanti ravvicinati, il paesaggio si alterna tra le betulle e i castagni, mentre il sentiero continua la sua ascesa. A 1.010 metri, una semicurva ci mostra in lontananza la strada asfaltata per Noceno e il lago di Como che appare come un piccolo specchio d’acqua.
Poco dopo, un grosso tronco cavo, ricoperto di muschio, ci segnala la continua presenza della natura incontaminata. Ogni passo sembra avvicinarci sempre di più a un angolo nascosto, lontano dalle rotte turistiche, dove la vita si intreccia con il passato. In lontananza, vediamo le vecchie case di Camaggiore, ora abbandonate, che raccontano storie di un tempo che è passato, ma che non è mai davvero scomparso.
Proseguendo, la strada si fa più chiara. Le vecchie case di Monte Basso si intravedono tra gli alberi, lasciando spazio a un paesaggio più ampio e aperto. Superiamo un paio di ruderi e ci troviamo di fronte a un ultimo tratto in cui il sentiero diventa una vera e propria mulattiera. Arriviamo infine a Camaggiore, un piccolo borgo che ci regala la sensazione di essere arrivati in un luogo dove il tempo sembra essersi fermato.












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