Un altro pianeta, un paesaggio “marziano”. In mezzo ai prati verdeggianti della Valsassina, tra Pasturo e Introbio, chiazze rossastre spiccano vivide sulle montagne, suscitando stupore e infondendo curiosità negli osservatori che riescono a scorgerle in lontananza. Sono i Sassi Rossi, che affiorano dietro la Rocca di Baiedo portando alla luce una storia antichissima, risultato di un fenomeno geologico che risale a prima che i dinosauri calpestassero questa Terra. Rocce color rossiccio su cui, cimentandosi in una breve escursione da Baiedo, è possibile camminare per toccare con mano (e con piedi) questo giacimento unico nel suo genere e, al contempo, ammirare dall’alto lo spettacolo della Valsassina. Una passeggiata sostenibile da chiunque e con poco dislivello (circa un centinaio di metri). Partenza, dunque, dalla già citata località pasturese, direzione Piani di Nava. Su un edificio, un dipinto che indica tutti i luoghi raggiungibili da Baiedo incamminandosi da quel punto: Rocca, Piani di Nava, Rifugio Riva, San Calimero e Sassi Rossi (800 metri), nostra meta. La strada, asfaltata e in salita, regala già voltandosi una bella vista sul paese e, sulla sinistra, una casa le cui fondamenta poggiano su alcuni sassi rossi, piccolo assaggio della nostra destinazione finale. In prossimità dell’Agriturismo B&B “Il Mirtillo” una serie di cartelli tra cui l’indicazione di proseguire dritto per i Sassi Rossi: invece che continuare sulla strada cementata che porta ai Piani di Nava, va imboccata la mulattiera (c’è anche una casettina in legno a fare da punto di riferimento, da superare sul lato sinistro). Già da qui si cominciano a intravedere all’orizzonte i primi Sassi Rossi.
Il percorso sale leggermente sorpassando alcuni recinti di animali, per poi farsi in seguito più ripido. Ci lasciamo alle spalle delle panchine in legno. Le pendenze ora iniziano a farsi più importanti, appare un casello, si comincia a percepire un rumore di acqua e la vegetazione a farsi un pochino più fitta. Ed eccolo, davanti a noi, un ponticello da attraversare. La mulattiera spiana leggermente ma poi torna a farsi scoscesa. Altri caselli, un altro ponte da oltrepassare (più piccolo del precedente), prati e fiori a incorniciare il percorso, bellezza per gli occhi. Continua la salita fino a un casello posto su una curva, da cui i Sassi Rossi si lasciano ammirare e immortalare. Manca poco. La mulattiera si apre su uno spiazzo boscoso e viene impreziosita da una bella staccionata in legno. Poi il bosco, all’improvviso, si dirada, e il paesaggio cambia radicalmente. In un nanosecondo, dall’Eden si finisce su Marte. Sentendoci un po’ astronauti iniziamo a camminare sul suolo di questo nuovo pianeta tutto da scoprire. Uno sperone di roccia rossastro che nel Permiano, ultimo periodo geologico dell’Era Paleozoica, prese forma, risultato di movimenti geologici, erosioni di corsi d’acqua e depositi di rocce metamorfiche e vulcaniche. Un frammento “marziano” in mezzo alla verde oasi della Valsassina che, dai Sassi Rossi, si mostra: da un lato Introbio, dall’altro Pasturo, davanti lo Zucco Angelone e la Rocca di Baiedo. A volte non serve andare chissà dove per evadere: con pochi passi sembra davvero di essere stati catapultati su un altro mondo.
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