Cultura, territorio ed eventi da vivere

La storia della strada Ballabio – Piani Resinelli

di Caterina Franci
Credit foto archivio Domenico Arrigoni

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La strada che da Ballabio sale ai Piani Resinelli, è l’unica via di accesso carrozzabile ed ha una storia strettamente intrecciata con lo sviluppo economico, sociale e paesaggistico della zona. I Piani Resinelli iniziarono ad essere conosciuti dal punto di vista turistico a inizio del 900 ma fino ad un secolo prima erano prevalentemente utilizzati durante i mesi estivi come alpeggio. Nella stagione invernale invece la località restava praticamente isolata, fino a quando l’interesse alpinistico diede la spinta per la costruzione di alcuni rifugi, tra cui, nel 1908 la Capanna Escursionisti Lecchesi (oggi SEL) e nel 1910 il Rifugio Carlo Porta. La località conobbe così un importante sviluppo, anche turistico, con la costruzione via via di prestigiose ville e residenze. Circostanza che contribuì ad iniziare a ragionare su un’adeguata strada carrozzabile per raggiungere la località. Siamo nel 1931, il 18 dicembre l’ingegnere Bernardo Sironi scrive una lettera inviata al podestà di Ballabio, Cav. Uff.
Luigi Locatelli. “Un numeroso gruppo di persone – si legge nella missiva – confortato dal pronto e fervido cordiale interessamento degli on.li Podestà di Lecco, Abbadia Lariana, Mandello e Ballabio, pensando a quanto sarebbe utile la costruzione della strada carrozzabile Ballabio-Piani Resinelli per l’incremento di quella magnifica zona alpestre e in questo speciale momento quale una delle opere adatte a contribuire per alleviare la disoccupazione, ha dato incarico ai sottoscritti di farsi iniziatori di una riunione, da tenersi presso il Municipio di Lecco il giorno 31 dicembre alle ore 15, allo scopo di discutere e concretare il modo di finanziamento dell’opera e di ottenere le necessarie adesioni di Enti e Privati”. Nel 1933 il Podestà decreta con apposita delibera di aderite al Consorzio di 4 comuni (Lecco, Abbadia, Mandello e Ballabio) per la costruzione e manutenzione della strada che porta
ai Piani Resinelli e del suo collegamento con la rete stradale del Comune di Ballabio. L’opera, definita “ardita”, viene progettata dall’ing. Sironi. I lavori di costruzione iniziano nel giugno del 1934, in due anni – circa 10 mila giornate lavorative – la strada viene realizzata dall’impresa Pietro Gerosa Crotta: 14 tornanti, 8,950 km di lunghezza e una pendenza del 7, massimo 9%, per percorrere oltre 600 metri di dislivello, dai 600 di Ballabio ai
1.200 dei Piani Resinelli.

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“Per ben due anni – si legge in un articolo dell’epoca di Augusto De Micheli – l’opera diede molto lavoro alle genti di Ballabio ed ancora nel dopo guerra, allorché venne rifatta la pavimentazione (da terra battuta in asfalto) e poi meglio sistemati i tornanti”. Una delle questioni più difficili da risolvere fu come finanziare l’opera, costata 1,3 milioni di lire. Una cifra che venne chiesta in gran parte ai privati che avevano le abitazioni ai Resinelli, in virtù dell’aumento del valore degli immobili proprio per il collegamento viario, con un contributo aggiuntivo da parte dei quattro comuni del Consorzio, così suddiviso: 60 mila lire Lecco, 30 mila lire Abbadia Lariana, 25 mila lire Mandello e 25 mila lire Ballabio. Tra le curiosità legate al finanziamento dell’opera, si cita la lettera del 15 maggio del 1939 della Regia Prefettura di Como indirizzata al Podestà di Ballabio, nella quale si fa presente che sono scadute due rate di ammortamento del prestito già anticipate dal Comune di Lecco ma non ancora rimborsate. Risale al 1942, invece, la deliberazione, da parte del Commissario Prefettizio di Ballabio, Pietro Angelo Donghi, della contrattazione presso la Cassa di Risparmio delle Province Lombarde del mutuo di 74.562 lire per il pagamento al Consorzio della quota a saldo spesa per la costruzione della strada. “Il forte onere dell’impegno finanziario (non previsto) – si legge sempre nell’articolo di De Micheli – è dovuto al fatto della ‘…fortissima diminuzione dei pedaggi dovuta alla limitazione nell’uso degli autoveicoli nell’attuale contingenza bellica’”. Terminato il conflitto nel 1945, i Piani Resinelli divennero meta ambita e apprezzata per la gente di pianura che qui poteva trascorreva periodi di villeggiatura oppure la gita domenicale. Dal dopoguerra e fino alla fine degli anni ’70 circa a Ballabio Superiore, nei pressi della Casa Cantoniera, venne posizionata la ‘stanga’ per l’accesso alla strada, per il quale si pagava un pedaggio. Lungo i tornanti, a partire dal 1961, si svolse anche la storica cronoscalata Ballabio-Piani Resinelli, gara di corsa motociclistica organizzata dal Moto Velo Club Lecco.
E proprio grazie a quella strada oggi i Piani Resinelli restano una meta amata non solo dagli escursionisti, ma
anche da ciclisti e motociclisti confermando la bontà di quell’intuizione di quasi 100 anni fa.

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