Cultura, territorio ed eventi da vivere

Oratorio di San Michele a Lierna, cuore religioso di Sornico

di Federica Lassi
Foto di Federica Lassi
e Alberto Locatelli

ORATORIO

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“Nella celebrazione annuale della tua festa, vogliamo rinnovare la devozione ancestrale dei nostri antenati che ti hanno dedicato questa bella chiesetta, adagiata sul colle, circondata dai boschi e affacciata sul lago”.

Non è la descrizione del Paradiso quella che emerge dalle parole di Don Marco Malugani, parroco di Lierna, utilizzate nell’incipit dell’invocazione a San Michele Archangelo scritta nel settembre 2021, ma del contesto paesaggistico che circonda l’Oratorio di San Michele a Lierna, gioiello che si può incontrare lungo il Sentiero del Viandante, poco prima di addentrarsi nelle viuzze acciottolate di Sornico, frazione dove il tempo sembra essersi fermato.
Di probabile origine Longobarda, ha subito una riedificazione all’inizio del Seicento, come riportato sul cartellone posizionato lungo la parete in pietra che costeggia il sentiero. In grigia pietra la chiesetta, ma con la facciata colorata di un bel giallo su cui spicca un piccolo affresco risalente al 1926 rappresentante proprio San Michele Arcangelo. Oltrepassando il portone d’ingresso di fronte si staglia l’altare, in marmi policromi con inserti di madreperla, sormontato da un affresco del tardo Settecento, protagonisti angeli e decorazioni floreali che
attorniano la rappresentazione di San Michele circondato dal lago e dalle montagne, richiamo al territorio circostante l’Oratorio. Ai lati della mensa due tele di grandi dimensioni, dipinte a olio, con Sant’Antonio e San Luigi da Tolosa. Tra gli elementi di pregio che si trovano all’interno, una pila in pietra scolpita per l’acqua benedetta, una piccola via crucis in legno appesa alle pareti e un lavabo in marmo rosso, quest’ultimo collocato nella sacrestia, edificata in un momento successivo alla realizzazione della chiesa. Nozioni storiche fondamentali per comprendere origini e sviluppo dell’Oratorio di San Michele anche se per afferrarne l’anima, più che affidarsi a un asettico pannello, bisogna parlare con gli abitanti di Sornico, che con fiero campanilismo raccontano come ciascuna chiesa di Lierna sia legata a un Santo e a una festa a lui dedicata, e di come queste celebrazioni
generassero (e continuino a generare) una sorta di “rivalità” tra le frazioni. 

AFFRESCO
  • ltm lecco

Se Sante Messe e processioni all’Oratorio di San Michele cominciarono, col passare del tempo, a diradarsi, rimane per l’appunto tutt’oggi ben salda la tradizionale festa in onore del Santo a cui è intitolato, la Festa di San Michele, che cade ogni 29 settembre indipendentemente che sia un giorno feriale o festivo, per riunire sotto un unico campanile frazionisti di Sornico, visitatori e viandanti giunti da terre lontane, persino dal Nuovo Mondo, dall’Argentina o dall’Uruguay, rimasti colpiti dalla bellezza di Lierna, di Sornico e della sua chiesetta, luoghi d’origine dei loro antenati. Per l’occasione l’intera frazione viene addobbata e illuminata a festa dai trepidanti frazionisti che non aspettano altro di poterla vivere e mostrare la propria devozione verso il Santo. Giorni all’insegna della religiosità, ma anche del folklore tra vin brulè, polenta, castagnata, canti tradizionali, incanto dei canestri e molto altro per portare avanti la manutenzione della chiesa. Tradizione da preservare, ma anche da rinnovare facendo ritornare in auge i giochi di una volta come la pentolaccia, la corsa coi sacchi e con gli asini, e la cuccagna. Questo auspicano gli organizzatori della Festa di San Michele in un futuro, per tenere vivo l’Oratorio e far avvicinare le nuove generazioni, così da mantenere la sua anima vibrante negli anni e nei secoli a venire. Dunque non solo far risplendere l’Oratorio di San Michele attraverso il Sentiero del Viandante che gli sta accanto, il quale ha acquisito un’importante popolarità e viene battuto ogni giorno da un ragguardevole numero di persone, tutti potenziali visitatori della chiesetta, ma seguire in parallelo quanto affermato da Don Marco nel paragrafo conclusivo dell’invocazione a San Michele, per far sì che l’edificio non venga mai abbandonato a se stesso e che di lui non restino nient’altro che delle nozioni storiche su un pannello: “Ci impegneremo generosamente a conservare il decoro di questo tempio santo, perché in esso Dio sia lodato, la Vergine Maria invocata, i nostri defunti ricordati e Tu, Principe della Milizia Celeste, degnamente venerato. Amen”. 

  • RIFUGIO2
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