Escursione ai Piani di Artavaggio e Rifugio Nicola da Moggio: un classico della Valsassina
I Piani di Artavaggio sono un vero gioiello nascosto sopra Moggio, in Valsassina, a un’altitudine che varia tra i 1600 e i 1900 metri. Questo ampio pianoro erboso si estende ai piedi del Monte Sodadura e della Cima di Piazzo, regalando panorami suggestivi e un’atmosfera di pace tipica delle montagne lecchesi. In inverno, i Piani diventano una meta molto amata dagli sciatori grazie agli impianti di risalita, ma durante tutto l’anno offrono anche percorsi accessibili e piacevoli per escursionisti di ogni livello, inclusi famiglie con bambini.
Il sentiero 724, detto “del Vallone” per via del torrente che lo segue, è una delle vie più classiche e apprezzate per raggiungere questa splendida area. Si parte da Moggio, poco oltre la stazione della funivia, in un punto ben segnalato, e si sale costeggiando un bosco di faggi e il ruscello. Il percorso è abbastanza vario: all’inizio si cammina su una strada sterrata larga, tra aree picnic e scorci naturali, poi il sentiero si restringe e attraversa un bosco che, a seconda della stagione, può regalare colori davvero spettacolari, dal verde intenso della primavera all’oro autunnale.
Dopo circa un’ora e mezza si arriva ai Piani di Artavaggio, nei pressi del Rifugio Casari e del Rifugio Sassi Castelli, punti di ristoro molto frequentati e comodi per una pausa rigenerante. Qui la vista si apre sul Resegone, il Due Mani, le Grigne e naturalmente sull’imponente Monte Sodadura, con la sua caratteristica sagoma piramidale, un vero e proprio simbolo per gli appassionati di montagna locali.
Per chi ha ancora energie e voglia di camminare, il percorso prosegue facilmente fino al Rifugio Nicola, che si raggiunge in circa mezz’ora attraverso una strada ben segnata e dai tornanti ampi. Dal Nicola, posto a 1.870 metri, la sensazione di essere immersi nel cuore delle montagne si fa ancora più intensa: la vicinanza al Monte Sodadura invita a brevi esplorazioni supplementari o semplicemente a godersi il panorama in totale relax. Proseguendo un po’ più avanti, si può arrivare al Rifugio Cazzaniga-Merlini, ai piedi della Cima di Piazzo, un altro luogo affascinante e perfetto per una sosta.
Il dislivello complessivo dell’escursione si aggira intorno ai 1.000 metri e, anche se il percorso non presenta passaggi tecnicamente difficili, è consigliabile affrontarlo con scarpe adeguate e, nei periodi di pioggia o neve, con la dovuta prudenza per evitare scivoloni. I ramponcini possono essere un valido alleato in caso di terreno innevato o ghiacciato.
La discesa può avvenire lungo lo stesso itinerario, oppure scegliendo il sentiero 726, che collega i Piani di Artavaggio con la funivia e la casera d’Artavaggio, permettendo di variare un po’ l’esperienza. Chi preferisce può anche scendere comodamente con la funivia, chiudendo così una giornata in montagna all’insegna della natura e del buon camminare.
Considerazioni personali: Questo trekking è uno di quei percorsi che ti riconciliano con la montagna anche se non sei un esperto. La varietà del paesaggio, il suono costante del torrente e la facilità di accesso lo rendono perfetto per chi vuole immergersi nella natura senza troppa fatica, ma con la soddisfazione di raggiungere luoghi di rara bellezza. Inoltre, l’area dei Piani di Artavaggio è un vero paradiso per chi ama sia le escursioni che momenti di relax nei rifugi, immersi in un panorama che toglie il fiato.
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